La lettera di Evan Rachel Wood sui due stupri di cui è stata vittima

La lettera di Evan Rachel Wood sui due stupri di cui è stata vittima

Il 17 novembre l’attrice statunitense Evan Rachel Wood – che ha 29 anni e interpreta Dolores, uno dei personaggi principali di Westworld – aveva raccontato a Rolling Stone di aver subito alcuni anni fa abusi «fisici, psicologi e sessuali». Il 28 novembre Wood ha poi pubblicato su Twitter una lettera che aveva mandato a Rolling Stone, in cui racconta meglio di due diversi stupri, di cosa hanno significato per lei e di perché ha deciso di parlarne. Wood ha pubblicato la lettera scrivendo: «Ora che si sa tutto, ho pensato di condividere per intero la lettera-confessione che ho fatto avere a Rolling Stone». Ci vuole un minuto per leggerla.

Crescendo negli Stati Uniti ho iniziato a farmi delle domande sul perché restavo vaga riguardo alle mie esperienze.
Penso, come molte donne, che avessi la necessità di non rendere la cosa una storia strappalacrime, di non renderla una cosa che riguardasse solo me.
Non avevo bisogno di confermare quello che era successo, la cosa importante è che succedono cose brutte.
Cose. Brutte.
Che ancora oggi hanno un impatto su di me.
Nel profondo, penso anche che non volessi parlarne per non essere accusata di averlo fatto per attirare l’attenzione, o per sentirmi dire che non era una cosa poi così grave
O
“Non è un vero stupro”.
Non me ne vergognerò e non darò l’idea di aver del tutto superato la cosa perché “sono così forte”.
Non penso che viviamo in un periodo in cui le persone possono continuare a stare in silenzio.
Di certo non posso farlo io.
Non se penso alla situazione in cui si trova il mondo, con il suo sessismo e il suo sfacciato fanatismo.
Se ne dovrebbe parlare perché la cosa è stata messa da parte come se fosse niente e io non accetto che questo sia “normale”.
È un problema serio.
Sono ancora in piedi. Sono viva. Sono felice. Sono forte. Ma ancora non sto bene.
Penso che sia importante che la gente sappia, che lo sappia chi è sopravvissuto, e che la pressione per superarlo-e-basta non dovrebbe esserci.
Questa cosa ricorderà alle persone i danni che sono stati fatti e quanto il trauma di pochi minuti si può trasformare in una vita passata a battersi per se stessi.
Non è che sia una cosa che insuperabile: è che non sei più la stessa, o forse ancora non sei riuscita a tornare a essere la stessa.
Quindi, per rispondere bruscamente alle vostre brusche domande
Sì, sono stata stuprata,
Da una persona con cui avevo una relazione, mentre stavamo insieme.
E in un’altra occasione dal proprietario di un bar.
La prima volta era insicura sul fatto che se l’aveva fatto una persona con cui stavo insieme, allora poteva considerarsi stupro, fino a quando è stato troppo tardi.
Poi: chi mi avrebbe creduto.
La seconda volta ho pensato che fosse colpa mia e che avrei dovuto difendermi con più forza, ma avevo paura.
Successe molti, molti anni fa e ora so ovviamente che in nessuno dei due casi la colpa era mia e che nessuna delle due situazioni era giusta.
Successe tutto prima che cercassi di suicidarmi e sono sicura che quelle cose erano tra i tanti motivi per cui ci provai.
Ecco, ora sapete.

 

I migliori personaggi di “Una mamma per amica” secondo Alexis Bledel, cioè Rory

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Alexis Bledel, l’attrice che interpreta Rory Gilmore in “Una mamma per amica”, è stata da Jimmy Fallon a parlare dei nuovi quattro episodi della serie tv, usciti da poco su Netflix. Fallon le ha chiesto quali sono i suoi personaggi preferiti della serie (escluse naturalmente Rory e Lorelai). Bledel ha scelto CaesarBabette, Miss Patty, Kirk. Dal minuto 1.35 circa.

Spotify sa come usare i dati che raccoglie su di noi

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Per la sua nuova campagna pubblicitaria negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia e in Germania, Spotify ha scelto di mostrare su alcuni cartelloni pubblicitari i dati che raccoglie su ogni suo utente. Spotify sa per esempio che c’è una persona di NoLita (il quartiere di Manhattan a nord di Little Italy) che ha iniziato a ascoltare canzoni di Natale a giugno; che ci sono 3.749 persone che hanno ascoltato “It’s the End of the World as We Know” dei R.E.M. il giorno del voto su Brexit e soprattutto che c’è una persona che il giorno di San Valentino ha ascoltato 42 volte “Sorry” di Justin Bieber. Oltre a comunicare questi bizzarri dati, Spotify ha anche scritto un messaggio per questi utenti: a quelli che hanno ascoltato la canzone apocalittica dei R.E.M. ha detto di tenere duro; a quello che si è ascoltato “Sorry” ha chiesto: «Cosa hai combinato?».

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