Il discorso con cui Obama ha dato la medaglia della Libertà a Ellen DeGeneres

Il discorso con cui Obama ha dato la medaglia della Libertà a Ellen DeGeneres

Ventuno persone hanno ricevuto da Barack Obama le medaglie della Libertà, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti. Tra quelli che hanno ricevuto la medaglia ci sono Bill Gates, Bruce Springsteen, Robert De Niro, Tom Hanks, Michael Jordan, Robert Redford ed Ellen DeGeneres, la comica e conduttrice che nel 1997, quando era la protagonista della famosissima sitcom Ellen, disse di essere lesbica. Nel darle la medaglia, Obama ha detto che «é facile dimenticare quanto coraggio le ci volle per fare quello che fece» e l’ha ringraziata per aver fatto andare gli Stati Uniti verso la giustizia. Il video dura due minuti ed è un discorso-di-Obama: profondo ma leggero, per esempio quando ha citato DeGeneres dicendo – ammettendo di non capirne il significato – «vogliamo tutti una tortilla che sappia reggere il peso del guacamole».

Che rumore faceva Parigi nel Settecento?

Che rumore faceva Parigi nel Settecento?

La musicologa francese Mylène Pardoen, ricercatrice del Centre national de la recherche scientifique (CNRS), il corrispettivo del CNR in Francia, sta lavorando da anni a un progetto di ricostruzione dei suoni della Parigi del Settecento. Il progetto si chiama Bretez, dal nome della più accurata mappa della città in quel periodo di cui disponiamo, la mappa Turgot-Bretez pubblicata nel 1739: Pardoen e i suoi collaboratori stanno pian piano realizzando una ricostruzione 3D di alcune strade di Parigi per come apparivano all’epoca, usando documenti storici di vario tipo per ricrearne i suoni. All’epoca le strade delle città erano molto rumorose perché erano strette, le case e le botteghe erano buie e quindi molte persone lavoravano sul ciglio della strada. «I suoni non erano più forti, ma erano più densi» ha spiegato Pardoen in un’intervista alla radio svizzera RTS. Tra i rumori che si sentono ci sono anche i versi di alcuni animali e il rumore delle ruote dei carri sulla pavimentazione stradale del tempo.

Dov’è finita la Costituzione del Kirghizistan?

Dov'è finita la Costituzione del Kirghizistan?

In Kirghizistan, l’11 dicembre si terrà un referendum su una riforma costituzionale che fra le altre cose espanderà i poteri del primo ministro. In molti temono che sia una misura studiata dal presidente Moldakun Abdyldayev per accentrare i poteri nel governo, molto legato alla sua figura. Nel frattempo però è sorto un altro problema: non si trova il testo originale della Costituzione. Il ministero della giustizia dice che ne ha solo una copia e che l’originale ce l’ha la presidenza della Repubblica, la quale dice che invece pensava che fosse nelle mani del ministero. A un certo punto l’ufficio della presidenza ha persino ipotizzato che il testo originale non sia mai esistito. Non dovrebbero esserci problemi legali, comunque: The Diplomat sostiene che fa fede il testo pubblicato online e sui giornali il giorno successivo all’approvazione della Costituzione, che risale al 2010.

Local residents vote outside Bishkek in Un uomo vota per la nuova Costituzione in Kirghizistan, 21 ottobre 2007 (VYACHESLAV OSELEDKO/AFP/Getty Images)

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