I diplomatici russi in Corea del Nord che tornano a casa su un carrello ferroviario a mano

I diplomatici russi in Corea del Nord che tornano a casa su un carrello ferroviario a mano

Il 25 febbraio alcuni dipendenti dell’ambasciata russa in Corea del Nord, insieme alle loro famiglie, sono rientrati nel proprio paese con modalità molto inusuali. Alla fine di un viaggio lunghissimo – 32 ore in treno, poi 2 ore in autobus – hanno attraversato il fiume Tumen, che divide Corea del Nord e Russia, su un carrello manuale spinto per più di un chilometro su un binario ferroviario, fino alla prima stazione russa disponibile, quella di Chasan. L’insolito viaggio è stato determinato dalle misure restrittive prese dal governo nordcoreano per contenere l’epidemia da coronavirus: la Corea del Nord, infatti, ha bloccato la maggior parte dei trasporti nel paese per limitare gli spostamenti e la diffusione del virus. Il viaggio dei diplomatici e delle loro famiglie è stato raccontato anche sul sito del ministero degli Esteri russo.

Le foto e il video pubblicati dal ministero degli Esteri sono del terzo segretario dell’ambasciata, Vladislav Sorokin, che ha caricato sul carrello le valigie e la sua famiglia, tra cui la figlia più piccola di 3 anni.

Il trailer del nuovo film di Disney-Pixar, “Luca”

Il trailer del nuovo film di Disney-Pixar, "Luca"

È stato pubblicato il primo trailer del nuovo film di animazione prodotto da Pixar, in collaborazione con Disney: si intitola Luca e uscirà nel giugno del 2021. Il film è diretto dal regista italiano Enrico Casarosa, già regista del cortometraggio di Pixar La Luna, che aveva ottenuto una candidatura agli Oscar del 2012. Il film è ambientato in una non meglio specificata città italiana di riviera, che però ricorda molto la zona delle Cinque Terre, in Liguria, la regione da cui proviene il regista. Racconta di un ragazzo di nome Luca, della sua storia, delle sue avventure estive insieme al suo migliore amico e soprattutto del segreto che nasconde a tutti: Luca, infatti, è in realtà un mostro marino.

Il trailer in italiano

Il trailer in inglese

In Spagna hanno rimosso l’ultima statua pubblica del dittatore Francisco Franco

In Spagna hanno rimosso l'ultima statua pubblica del dittatore Francisco Franco

Stamattina a Melilla, una delle due exclavi spagnole in Marocco, è stata rimossa l’ultima statua pubblica del dittatore Francisco Franco presente in territorio spagnolo. Una legge spagnola proibisce da tempo che Franco sia celebrato con monumenti pubblici, ma le precedenti amministrazioni di centrodestra dell’exclave avevano difeso la statua – che a un certo punto era comunque stata spostata in una zona periferica, vicino al porto – sostenendo che ritraesse Franco da giovane, quando ancora era un semplice comandante dell’esercito.

La decisione di rimuovere la statua era stata presa ieri dal governo dell’exclave, che dal 2019 è sostenuto da una coalizione di centrosinistra formata dalla Coalizione per Melilla (un partito che rappresenta la comunità musulmana locale), il Partito Socialista e Ciudadanos. Il Partito Popolare, il principale partito di centrodestra spagnolo, si era astenuto, mentre il partito di destra radicale Vox aveva votato contro la decisione.

– leggi anche: Melilla, dove finisce l’Europa

Melilla fu occupata dall’esercito spagnolo nel 1497 e da allora è rimasta spagnola nonostante da circa quarant’anni sia reclamata dal Marocco, con cui condivide tutto il proprio confine di terra.

Il confine tra i due paesi è segnato dalla valla, una recinzione formata da due barriere metalliche distanti di cui negli ultimi anni si sono occupati diversi media internazionali. La valla fu costruita con l’obiettivo di impedire l’arrivo di migranti africani in territorio spagnolo, che nel picco del flusso arrivavano a migliaia ogni anno: ancora oggi la maggior parte degli ingressi di richiedenti asilo via terra in Spagna avviene a Melilla e Ceuta, l’altra exclave spagnola in Marocco.

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