Un cratere della Luna è stato dedicato a Carroll Wiseman, moglie del comandante di Artemis II

Reid a Carroll Wiseman, in una foto diffusa dalla famiglia e pubblicata dalla NASA
Reid a Carroll Wiseman, in una foto diffusa dalla famiglia e pubblicata dalla NASA

Lunedì sera, all’inizio del sorvolo della Luna, il primo in oltre cinquant’anni, l’equipaggio di Artemis II ha proposto di nominare due crateri lunari in ricordo della missione. Il primo è stato dedicato a “Integrity”, come il nome della capsula Orion che sta trasportando i quattro astronauti, il secondo a Carroll Wiseman, la moglie del comandante della missione Reid Wiseman, morta di cancro nel 2020 quando aveva 46 anni. Al termine della missione, le proposte saranno sottoposte all’Unione astronomica internazionale per l’approvazione ufficiale.

La proposta è stata letta da Jeremy Hansen, lo specialista di missione, che ha definito con commozione il cratere un «punto luminoso sulla Luna, che vorremmo chiamare Carroll». Gli astronauti si sono abbracciati, mentre sulla Terra la famiglia di Wiseman ha osservato un minuto di silenzio.

Carroll Wiseman era un’infermiera pediatrica e con Reid Wiseman aveva avuto due figlie. Secondo alcune interviste, quando scoprì che sua moglie aveva il cancro, Reid Wiseman valutò di abbandonare la carriera da astronauta per starle più vicino, ma lei lo convinse a continuare a lavorare per la NASA. Tre anni dopo la morte della moglie, Wiseman avrebbe ricevuto l’incarico da comandante di Artemis II.

La storia personale di Wiseman è stata una parte importante della preparazione di Artemis II non solo per le sue figlie e il resto della famiglia, ma anche per le famiglie degli altri astronauti. La NASA, come diverse altre agenzie spaziali, ha programmi appositi di sostegno e aiuto per le famiglie degli astronauti, che portano spesso a forti legami di amicizia. Vedere i propri cari partire su un razzo alto cento metri e allontanarsi di oltre 400mila chilometri ha un forte impatto psicologico, che deve essere gestito e affrontato per il benessere delle famiglie quanto degli astronauti stessi.