La pubblicità di Checco Zalone per la ricerca sull’atrofia muscolare

La pubblicità di Checco Zalone per la ricerca sull'atrofia muscolare

L’attore comico Checco Zalone ha fatto da testimonial per una raccolta fondi di Famiglie SMA, l’associazione dei genitori di bambini e adulti affetti da atrofia muscolare spinale, in uno spot pubblicitario originalmente buffo nei confronti della malattia. L’atrofia muscolare spinale può essere più o meno grave e provoca la paralisi di alcuni muscoli, nei casi leggeri solo agli arti, in quelli più gravi può rendere difficile anche la deglutizione e l’alimentazione. Nello spot, Checco Zalone racconta di aver cominciato a donare alla ricerca sull’atrofia muscolare dopo essere diventato vicino di casa di un bambino affetto dalla malattia, Mirco, costretto a muoversi su una carrozzina motorizzata. Il personaggio di Zalone è infastidito da alcune abitudini di Mirco – come ad esempio giocare ai videogiochi ad alto volume nelle ore notturne, o fregargli il posto auto – ma tutto finisce per il meglio.

Fino all’8 ottobre si può fare una donazione a Famiglie SMA mandando un sms al numero 45599. L’obiettivo principale della campagna di raccolta fondi è permettere la distribuzione del primo farmaco salvavita per i pazienti con uno stadio più avanzato di atrofia muscolare spinale: sono circa 200 persone in Italia, soprattutto neonati e bambini. Questo farmaco, ottenuto grazie a una sperimentazione dell’azienda farmaceutica Biogen, non cura la malattia – che ha origine genetica – ma permette di prolungare la vita delle persone che ne sono affette. Il 29 settembre saranno comunicati i criteri di scelta delle persone che riceveranno il farmaco. Per questo spot, Checco Zalone ha recitato gratis.

Su Netflix c’è un film che potete guardare ma non è lì per voi

Su Netflix c'è un film che potete guardare ma non è lì per voi

Su Netflix, il popolare servizio di streaming di film e serie tv, c’è un film che non è fatto per essere guardato dai clienti della piattaforma, ma per aiutare sviluppatori e ingegneri informatici a migliorare i software che comprimono e decomprimono i video digitali. Infatti questo film contiene particolari effetti visivi e sonori che solitamente creano dei problemi ai programmi che rendono possibili i servizi di streaming dei video. Il film è un cortometraggio, dura solo 12 minuti e si intitola Meridian: è un noir ambientato nella Los Angeles del 1947. L’unico attore “famoso” è Reid Scott, che interpreta la parte di Dan Egan nella serie tv Veep. Come voto degli utenti ha solo 1,5 stelle su 5, ma non è per farlo apprezzare agli spettatori che Netflix l’ha prodotto. Il video è stato pubblicato con una licenza Creative Commons 4.0, che cioè permette di fare qualunque cosa con il materiale, modificarlo, pubblicarlo e altro: infatti lo scopo del film è di migliorare i software che vengono usati, sia da Netflix, sia dai suoi concorrenti, come Amazon. Usando Meridian gli sviluppatori possono testare la qualità dei loro algoritmi su diversi dispositivi. L’intero progetto si può scaricare sul sito Xiph.org.

Uno degli effetti presenti nel video è quello provocato dal fumo: nella prima scena di Meridian il capitano della polizia di Los Angeles Mac Foster parla di alcune persone scomparse con un detective e fuma un sigaro. Le difficoltà tecniche della scena sono legate sia al fumo, che è uno degli elementi che crea più problemi ai codec (cioè ai programmi che codificano e decodificano digitalmente i segnale audio e video) insieme alle immagini di fiamme e acqua, sia all’illuminazione della scena, con forti differenze tra luce e ombra, come nel canone dei film noir. Una grande di varietà di luci e ombre fanno sì che i video siano difficili da codificare e comprimere in versioni adatte a diversi dispositivi. Quando avviene una codifica ogni pixel viene rappresentato da un quadrato colorato: se in ogni frame successivo di una scena il colore del pixel è costante non ci sono problemi, ma se ci sono movimenti veloci (come quelli del fumo) o cambi di luce, è necessario che i decodificatori lavorino molto per non sbagliare la codifica. Spesso capita e si vede il cosiddetto effetto “macroblocking”: è quando una parte di un’immagine video appare divisa in quadrati senza dettaglio.

Anche in altre scene di Meridian ci sono difficoltà del genere. Dal punto di vista di Netflix è importante che l’industria cinematografica e quella televisiva inizino a usare tecniche di ripresa come quelle di Meridian per rendere più facile il proprio lavoro. Meridian si può vedere anche in Italia, ma non è doppiato né ha i sottotitoli in italiano.

No, Kim Kardashian non voterà per Donald Trump

No, Kim Kardashian non voterà per Donald Trump

Da due giorni circolava la voce che Kim Kardashian, uno dei personaggi televisivi più famosi negli Stati Uniti, potesse votare per Donald Trump alle prossime presidenziali americane. Kardashian è una nota sostenitrice di Hillary Clinton, ma due giorni fa era girata molto una sua dichiarazione in cui spiegava di avere dei dubbi su chi votare dopo aver fatto una lunga chiacchierata con Caitlyn Jenner (sua matrigna e nota sostenitrice Repubblicana e di Donald Trump). Kardashian aveva parlato dei suoi dubbi col magazine Wonderland, che però non aveva pubblicato la dichiarazione da nessuna parte, cosa che invece avevano fatto altri giornali evidentemente entrati in possesso dell’intervista. Kardashian, alla fine, ha smentito le moltissime voci sulla sua presunta indecisione con un comunicato in cui spiega che voterà Clinton, nonostante abbia ammesso che per un certo periodo non sapeva se sarebbe andata effettivamente a votare. Scrive Kardashian:

«Ho scoperto che sto senza dubbio con Hillary. Sto con lei. Credo che Hillary rappresenterà meglio il nostro paese e che sia la persona più qualificata per questo incarico. Quest’anno non sto votando solo per me stessa, ma anche per i miei bambini, e ho tenuto in grande considerazione questa cosa quando ho fatto la mia scelta.»

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