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  • Martedì 13 ottobre 2026

L’aula della Camera quasi vuota mentre il ministro Giorgetti parlava dei conti pubblici

(Valerio Valentini su X)
(Valerio Valentini su X)

Martedì alle 9 il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è presentato alla Camera per un discorso molto importante: doveva riferire sullo stato dei conti pubblici e spiegare perché il governo stesse chiedendo al parlamento l’autorizzazione per fare uno scostamento di bilancio, cioè per indebitarsi di più rispetto a quanto previsto nell’ultima legge di bilancio e rispetto a quanto pattuito con la Commissione europea. L’aula però era quasi vuota: c’erano appena cinque deputati della maggioranza, due dei quali del partito di Giorgetti, la Lega.

Di solito le aule del parlamento sono poco frequentate il lunedì e il venerdì, ed è abbastanza normale, visto che salvo urgenze il grosso delle attività in aula e nelle commissioni viene concentrato perlopiù tra il martedì e il giovedì. È invece molto inusuale che succeda di martedì, e per di più mentre si parla di una questione così delicata: molti parlamentari che non risiedono stabilmente a Roma arrivano in città con treni e aerei proprio il martedì mattina, ma solo se non ci sono in calendario cose importanti.

In un periodo vicino alla fine della legislatura come questo, succede che ci sia un certo disimpegno rispetto all’attività parlamentare. Ad ascoltare Giorgetti erano in pochissimi, ma poi per il voto sull’autorizzazione dello scostamento alla Camera i parlamentari c’erano: è stato approvato con 219 voti favorevoli, e l’Italia avrà quindi quasi 29 miliardi di euro in più da spendere per energia e difesa nei prossimi due anni. Giorgetti comunque non l’ha presa bene. Ha iniziato il suo discorso salutando ironicamente «i molti deputati presenti», poi più tardi a Repubblica ha detto: «Questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi pare che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia» (si era evitato apposta di programmare per lunedì il voto sullo scostamento).