Il nuovo murale di Banksy, dedicato a un’artista curda

Il nuovo murale di Banksy, dedicato a un'artista curda

Banksy – il più famoso street artist al mondo, la cui identità è sconosciuta – ha dipinto un nuovo murale, stavolta all’angolo tra Houston Street e Bowery a Manhattan, New York, che in passato ha ospitato lavori di famosi artisti come Keith Haring e Os Gêmeos. Quello di Banksy è lungo 20 metri, realizzato insieme all’artista Borf, e dedicato all’artista e giornalista turca di origine curda Zehra Dogan, che nel marzo 2016 è stata condannata a quasi tre anni di carcere per aver disegnato una città turca in macerie e sopra la bandiera del paese sventolante.

Credit: @Banksy

Banksy ha detto al New York Times: «mi dispiace molto per lei. Ho disegnato cose che avrebbero meritato molto di più una condanna». Come al solito ha pubblicato una foto del murale su Instagram, accompagnandola stavolta dallo slogan “Free Zehra Dogan”, che intanto deve scontare altri 18 mesi in carcere.

Il dipinto di Zehra Dogan:

Credit: @zehra doğan

La protagonista di questa pubblicità giapponese è interpretata da 72 donne

La protagonista di questa pubblicità giapponese è interpretata da 72 donne

Glico è un’azienda dolciaria giapponese il cui motto è “una vita piena, da gustare al meglio”. Per la sua nuova pubblicità ha scelto di far interpretare la protagonista a 72 donne diverse, una per ogni anno di vita della protagonista e, dice Glico, ognuna di un’età diversa. Il numero è stato scelto perché secondo i dati della Banca Mondiale l’aspettativa media di vita è di 71.8 anni. Il titolo della pubblicità è “una vita da 71.8 secondi”: a partire dal quindicesimo secondo viene dedicato un secondo a ogni attrice: in venti secondi finisce l’adolescenza e dopo un minuto si arriva ai sessant’anni, attraversando tutte le fasi della vita. La tecnica usata è lo stop-motion: a ogni cambio di attrice c’è un taglio, che però non si nota quasi mai. Non vi diciamo come finisce.

L’allenatore dell’Inghilterra di rugby ha chiamato “meschini” gli irlandesi e ha detto che il Galles è “un posto di merda”

L'allenatore dell'Inghilterra di rugby ha chiamato "meschini" gli irlandesi e ha detto che il Galles è "un posto di merda"

Sta girando online da alcuni giorni un video, girato lo scorso luglio in un evento organizzato presso la sede inglese dell’azienda giapponese Fuso, nel quale l’allenatore della nazionale inglese di rugby, l’australiano Eddie Jones, definisce il Galles come “un piccolo posto di merda” (“a little shit place”) e chiama “meschini” (“scummy”) i giocatori dell’Irlanda, l’unica squadra che era riuscita a battere l’Inghilterra negli ultimi due anni (prima della Scozia e della Francia, nel Sei Nazioni di quest’anno).

Jones si è scusato dicendo: “Mi scuso per qualsiasi offesa recata. Ma non ci sono scuse, non avrei dovuto dire quello che ho detto”. Sabato prossimo l’Inghilterra giocherà proprio contro l’Irlanda, a Londra (nel giorno di San Patrizio) nell’ultima giornata del Sei Nazioni 2018. Il torneo è già stato vinto dall’Irlanda con una giornata di anticipo, ma l’Inghilterra può impedirgli di completare il Grande Slam.

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