Lo spot di Amazon con un imam e un prete

Lo spot di Amazon con un imam e un prete

Qualche giorno fa Amazon ha diffuso un video pubblicitario incentrato sull’amicizia fra un imam e un sacerdote. Nel video, i due sono amici e notano di avere entrambi male alle ginocchia: e tutti e due, per risolvere il problema dell’amico e fargli una sorpresa, si rivolgono ad Amazon. Lo spot è girato molto online, e il CEO di Amazon Jeff Bezos si è detto “orgoglioso” del team di pubblicitari che l’ha realizzato.

In questi giorni c’è stato un piccolo sviluppo: parlando con al Jazeera, i due attori della pubblicità – che nella vita reale sono davvero due religiosi – hanno spiegato che dopo essersi conosciuti per il video sono diventati amici. Il sacerdote ha detto che l’imam gli ha insegnato ad usare WhatsApp, e l’imam ha raccontato che la loro amicizia è stata “istantanea”.

Nanni Moretti ce l’ha con Sorrentino?

Nanni Moretti ce l’ha con Sorrentino?

In un’intervista con Repubblica, pubblicata in occasione della proiezione di una versione restaurata del suo film del 1989 Palombella rossa, il regista italiano Nanni Moretti ha detto cosa pensa del cinema italiano contemporaneo, criticando il cinema “stilisticamente sbruffone, che oggi va tanto di moda e tanto piace”, in un apparente riferimento allo stile di Paolo Sorrentino, vincitore del premio Oscar per La grande bellezza.

In questi anni, quale cinema la incuriosisce e la appassiona di più in Italia?
“Quello che non mi piace è il cinema stilisticamente sbruffone, che oggi va tanto di moda e tanto piace, il cinema compiaciuto di se stesso. Io penso che fare cinema sia anche resistere alla tentazione di “fare del cinema”. Tra i più giovani metterei Matteo Garrone e poi Alice Rohrwacher e Leonardo Di Costanzo, che però hanno fatto pochi film, quindi aspettiamo. Mi sembra comunque che ci sia una degenerazione del gusto, che riguarda sia il pubblico che la critica. È triste ma è così”.

Il messaggio da Google che non vorreste mai ricevere

Il messaggio da Google che non vorreste mai ricevere

Julia Ioffe, una nota giornalista americana che lavora per Politico ed è stata corrispondente da Mosca per il New Yorker, ha pubblicato su Twitter un’immagine che contiene un messaggio molto inquietante ricevuto da Google. Il messaggio avvisa che hacker governativi potrebbero aver cercato di ottenere la password del suo account. Questo tipo di messaggio è stato introdotto da Google a marzo, nel tentativo di fornire più spiegazioni su eventuali attacchi ricevuti al proprio account. Nei tweet successivi, ha aggiunto che sospetta che dietro il tentativo di ottenere la password del suo account ci sia il governo russo. In passato Ioffe ha scritto articoli molto critici sul presidente russo Vladimir Putin e sul suo governo. Negli ultimi mesi Ioffe si è anche fatta notare per un lungo e dettagliato articolo su Melania Trump, la moglie del presidente eletto degli Stati Uniti (per il quale ha ricevuto diverse minacce).

Infine, Ioffe ha anche ipotizzato che dietro al tentativo di intrusione nel suo account ci sia Julian Assange, il capo di Wikileaks.

Sembra che anche altri giornalisti americani abbiano ricevuto lo stesso messaggio da Google: questo è un tweet pubblicato poche ore fa da Ezra Klein, il direttore di Vox.

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