«Sono talmente emozionato che mi tremano le gambe»

Disse Alex Zanardi in una delle sue prime apparizioni pubbliche dopo l'incidente che gli causò l'amputazione di entrambe

Screenshot da un video su YouTube
Screenshot da un video su YouTube

Alex Zanardi, morto ieri all’età di 59 anni, era stato un pilota automobilistico e un atleta paralimpico la cui notorietà andò ben oltre il mondo sportivo. Sia per via della forza che dimostrò nel riprendersi dal grave incidente automobilistico del 2001, che gli causò l’amputazione di entrambe le gambe, e nel tornare a gareggiare, sia per il modo ottimista e scanzonato con cui parlò fin da subito della sua disabilità.

L’umorismo e la capacità di non prendersi troppo sul serio non gli mancarono nemmeno nel periodo appena successivo al grave incidente. Qualche mese dopo l’incidente infatti partecipò ai Caschi d’Oro, un evento di gala e di premiazioni dell’automobilismo che andava in onda su Rai 3, in cui fece un breve discorso di ringraziamento al pubblico che concluse dicendo «sono talmente emozionato che mi tremano le gambe» e «mi sono spezzato ma non mi piego».

In quell’occasione Zanardi fu premiato da Michael Schumacher, pilota tedesco di Formula 1 che nel 2013 avrebbe fatto l’incidente sugli sci dopo il quale non ha più ripreso completamente le funzioni cerebrali. Il lungo applauso con cui il pubblico accolse Zanardi fu una prima dimostrazione dell’affetto che avrebbe continuato a ricevere per il resto della vita. Quel giorno mostrò di riuscire ad alzarsi in piedi grazie alle protesi, ma disse che non aveva ancora imparato a camminarci: in seguito sarebbe tornato a farlo con l’aiuto di due bastoni.

Già allora mostrò di avere tutta l’intenzione di tornare a gareggiare. Riprese molto rapidamente a pilotare le auto e dopo il ritiro dal mondo automobilistico si appassionò al ciclismo tanto da riuscire a competere – e vincere – alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016 nella categoria handbike, la bici a tre ruote che si spinge usando le mani.

Oltre alle sue prestazioni sportive, il suo ottimismo e il suo stile comunicativo lo resero di ispirazione per molte persone, anche all’estero grazie al suo buon inglese. Per queste sue caratteristiche la Rai lo scelse per condurre Sfide, un programma di sport, incentrato sul racconto di sfide ed eventi sportivi molto importanti, cosa che contribuì a renderlo ancora più famoso.