Quale dispositivo Apple ha resistito a più aggiornamenti?

Quale dispositivo Apple ha resistito a più aggiornamenti?

Da qualche giorno è disponibile iOS 10, il nuovo aggiornamento del sistema operativo di iPhone e iPad. Come succede ogni volta, ci si chiede se quello nuovo sia migliore del precedente, se sia sicuro installarlo subito e se non sia tutto un mezzo complotto che ha a che fare con l’obsolescenza programmata. In più, chi ha modelli relativamente vecchi di iPhone o iPad si chiede anche se il nuovo sistema operativo sarà disponibile per il suo modello. Il Wall Street Journal ha calcolato qual è il prodotto Apple che ha saputo resistere di più, restando al passo con i tempi (cioè con gli aggiornamenti) più a lungo: è l’iPad 2, che uscì nel 2011 con iOS 5 ed è rimasto aggiornabile fino a iOS 9 del settembre 2015 (niente da fare per iOS 10, invece). L’iPad 2 è quindi rimasto aggiornabile con la più recente versione di iOS per più di duemila giorni. L’iPhone che ha fatto meglio è il 4s, che ha resistito quasi 1.800 giorni prima di cedere a iOS 10, che funziona solo dall’iPhone 5 in poi. Il dispositivo che è “diventato vecchio prima” è invece il primo iPad: uscì nel 2009 giugno 2009 con iPhone OS3, è stato aggiornabile fino a iOS 5 (dell’ottobre 2011) e dopo meno di mille giorni era già “vecchio”.

“Hallelujah” cantata in ricordo di Prince, David Bowie e Gene Wilder agli Emmy

"Hallelujah" cantata in ricordo di Prince, David Bowie e Gene Wilder agli Emmy

Durante la serata degli Emmy Awards 2016 (i più importanti premi della tv americana) al Microsoft Theatre di Hollywood, in California, sono stati ricordati gli attori, i cantanti e gli altri professionisti del mondo dello spettacolo statunitense morti nel corso di quest’anno, tra cui David Bowie, Prince, il pugile Muhammad Ali, il regista di Love Story Arthur Hiller e Gene Wilder. In memoria di queste persone e molte altre la cantautrice Tori Kelly ha cantato “Hallelujah” di Leonard Cohen suonando una chitarra acustica; da un certo punto in poi, nello schermo dietro Kelly, sono apparsi i volti delle persone a cui la canzone era dedicata, per ultimo Prince. Di alcuni degli attori più famosi si sentono anche celebri battute.


Google Street View rispetta la privacy delle mucche

Google Street View rispetta la privacy delle mucche

Un giornalista del Guardian si è accorto che Google Street View – il servizio di Google Maps che dal 2007 permette agli utenti di vedere parti di molti posti del mondo grazie a fotografie a 360 gradi – ha oscurato il muso di una mucca in una delle immagini che si possono vedere cercando Coe Fen, vicino a Cambridge, nel Regno Unito. Dal 2008 Street View oscura i volti delle persone che vengono fotografate insieme a strade, edifici e monumenti per proteggere la loro privacy.

Il tweet di David Shariatmadari, il giornalista del Guardian, in cui si vede l’immagine con la mucca, risalente all’agosto 2015, è stato ritwittato più di 12mila volte. Ovviamente il software di riconoscimento di Google ha fatto un errore oscurando il muso della mucca: lo prova il fatto che dietro l’animale ci sia un’altra mucca senza il muso oscurato.

mucca_privacy_street_view

Grazie a Google Street View si possono vedere molte cose interessanti in tutto il mondo, tra cui arrestiorsi polari nel nord est del Canada, come finiscono le strade in tutto il mondo, molti gabbiani, cosa rimane di un’isola giapponese che probabilmente negli anni Cinquanta era il posto più densamente popolato del mondo, persone che puliscono finestre in modi rischiosi e cosa si vede dal grattacielo più alto del mondo.

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