50 anni fa fu pubblicato lo studio da cui è tratta l’immagine della copertina del disco “Unknown Pleasures” dei Joy Division

50 anni fa fu pubblicato lo studio da cui è tratta l'immagine della copertina del disco "Unknown Pleasures" dei Joy Division

Cinquant’anni fa, nel settembre del 1970, Harold Craft, un ricercatore della Cornell University di Ithaca, nello stato di New York, pubblicò la sua tesi di dottorato in cui erano riprodotte graficamente le onde radio della pulsar CP1919 rilevate all’Osservatorio di Arecibo, a Porto Rico. La pulsar CP1919 fu la prima stella di neutroni ad essere scoperta dall’astrofisica Jocelyn Bell Burnell nel 1967. Una delle grafiche di Craft venne poi pubblicata a tutta pagina dalla rivista Scientific American nel gennaio del 1971.

Nel 1979 il designer Peter Saville riprodusse quell’immagine in una versione bianco su nero che la rese iconica e celebre in tutto il mondo: l’immagine venne usata infatti per la copertina del disco Unknown Pleasures della band rock inglese Joy Division. Unknown Pleasures fu il disco di debutto dei Joy Division e contiene alcune delle canzoni più famose del gruppo, tra cui “Disorder”, “She’s Lost Control” e “Shadowplay”.

Nel 2015 la giornalista Jen Christiansen ha ricostruito la storia di questa famosa copertina e dell’immagine minimalista e misteriosa, a metà strada fra un sismogramma e una mappa in rilievo. Nell’album infatti non si faceva riferimento alla fonte originale, cioè allo studio di Harold Craft.

Cosa ci fanno i calciatori del Napoli dentro dei bidoni?

Cosa ci fanno i calciatori del Napoli dentro dei bidoni?

Nelle scorse ore è circolata sui social network una foto che mostra diversi giocatori del Napoli, in ritiro estivo a Castel di Sangro, immersi in alcuni bidoni che di solito si usano per la raccolta della spazzatura.

Il club, infastidito dalle ironie che sono circolate online, ha voluto specificare che i bidoni servono per la crioterapia – di fatto per immergere i calciatori in acqua gelida: una pratica molto usata negli sport professionistici che ha effetti antidolorifici e antinfiammatori – che vengono usati spesso e da tante altre in questo modo e che vengono sanificati tre volte al giorno.

Salvini ha usato una pubblicità dei Ringo per la sua propaganda, ma Barilla non c’entra nulla

Salvini ha usato una pubblicità dei Ringo per la sua propaganda, ma Barilla non c'entra nulla

In un’immagine diffusa dall’account Twitter della Lega è stata usata una vecchia pubblicità dei biscotti Ringo. Dopo molte proteste e richieste di chiarimento, Barilla – che produce i Ringo – ha preso le distanze e ha chiarito di non aver autorizzato l’uso del marchio.

Nell’immagine pubblicata dall’account Twitter della Lega sono affiancate una foto del segretario del partito Matteo Salvini che stringe la mano a un uomo nero e il fotogramma di una vecchia pubblicità dei Ringo, in cui un ragazzo nero e un ragazzo bianco si danno il cinque, festeggiando. Anche il messaggio pubblicato con l’immagine – “Uniti si vince” – ricalca lo slogan dei biscotti Ringo “insieme si vince”, che voleva trasmettere un messaggio di unità e amicizia.

Molti su Twitter si sono chiesti se Barilla avesse approvato quell’uso del marchio “Ringo” e se appoggiasse in qualche modo Salvini e la Lega. Barilla dopo alcune ore ha pubblicato su Twitter un messaggio per spiegare che l’uso del marchio non era stato autorizzato.

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