Se non posso fumare nella mia auto

Il Paese che hanno in mente i dipietristi è desumibile anche da queste piccole cose, che poi tanto piccole non sono. L’Italia dei valori al gran completo, più un paio di parlamentari del Pd, hanno riproposto di modificare l’articolo 173 del Codice stradale e in sostanza di vietare il fumo durante la guida. A dire il vero l’idea è stata originariamente ripresa da un emendamento del senatore leghista Piergiorgio Stiffoni, secondo il quale la sigaretta riduce il livello di attenzione e questo può uccidere. E sarà anche vero, in teoria. Accendersi una sigaretta può essere più complicato e pericoloso che parlare al telefonino. Da qui l’idea di multe salatissime (raddoppiate se in presenza di bambini) e almeno cinque punti decurtati dalla patente.

Una legge simile è già in vigore in Gran Bretagna e in Svezia, oltreché, dal 2008, nella piccola San Marino. Divieto analogo in alcune regioni del Canada e a Bangor, una città degli Usa, nel Maine. E ieri se ne discuteva anche da noi al Senato.

L’assurdità di una legge del genere, che all’inizio del dicembre scorso era naufragata una pèrima volta al Senato, dovrebbe balzare all’occhio immediatamente, o almeno lo spera chi scrive. Perché se tanto mi da tanto, presto, il Codice della strada potrebbe vietarci direttamente di guidare. Non c’è dubbio, infatti, che la sigaretta sia una fonte di distrazione e che aumenti le probabilità di incidenti, ma se la cosiddetta scienza statistica divenisse a tutti gli effetti fonte di legge, beh, allora è davvero finita. Tempo fa, mentre mi raccontavano questo ennesimo divieto inglese, ricordo che pensavo questo: ma allora presto vieteranno anche di parlare in auto, ascoltare la musica, mangiare, insomma tutto. E io scherzavo. Ma il nuovo codice stradale inglese, quello che sembra ispirare certi senatori italiani, lo dice sul serio: mangiare o bere, inserire il cd nel lettore, cercare una stazione radio, ascoltare musica ad alto volume o discutere coi passeggeri, ebbene, tutto questo «può essere usato come prova a carico in un processo». Perfetto. Ma allora vietino anche di sposarsi, perché avere la moglie affianco spesso è un fattore stressante che aumenta la probabilità di incidenti. Vietino le auto ai bambini. Soprattutto alle suocere: pericolo di morte. Vietino di pensare troppo intensamente, che è sicuramente la prima fonte di distrazione. E anche guidare, come detto, aumenta sicuramente la probabilità di incidenti. Dicono addirittura che vivere, secondo recenti statistiche, aumenti le probabilità di morire.

Mentre al Senato discutono, altri paradossi in giro per il mondo non mancano. Se in Gran Bretagna hanno vietato di fumare nella propria auto, in alcune città statunitensi in compenso si può fumare solamente nella propria auto. A Hollywood vogliono vietare ai minori tutti i film dove si vedono attori che fumano, come per i porno. In Canada e negli Stati Uniti ci sono chiese dove hanno proibito l’incenso perché equiparato al fumo passivo. La Commissione europea, tempo fa, ha dato il benestare alla possibilità di non assumere un fumatore in quanto semplicemente fumatore, questo mentre le citate autorità britanniche hanno programmato di mettere i fumatori e gli obesi agli ultimi posti delle liste sanitarie. E’ già da un pezzo che un terzo dei datori di lavoro americani chiede esami del sangue e delle urine ai neo assunti: cercano tracce di nicotina. C’è una nazione asiatica, il Buthan, dove è completamente vietato fumare. Sul quotidiano Usa Today, tempo addietro, si leggeva di due città californiane, Belmont e Calabasas, che stavano seriamente valutando di vietare il fumo in tutti gli appartamenti: perché può infastidire i vicini, forse traspirare dai muri, filtrare da quelle finestre che magari danno sulle highway a otto corsie.

Si dirà che il discorso è fuorviante, che stiamo parlando solo di vietare il fumo in automobile perché oggettivamente distrae. Ma l’auto è uno spazio privato per definizione, presto allora potrebbero vietare anche da noi di fumare in casa – il che ridurrebbe sicuramente la probabilità di incendi – dopodiché passeremmo probabilmente a tante altre neo-fobie occidentali. Dicono addirittura che vivere, secondo recenti statistiche, aumenti le probabilità di morire.