Kleybanova e il tumore sconfitto in Italia

Alisa Kleybanova non è sicuramente tra quelli che si lamentano della sanità italiana. Anzi. La sua vita entra questa settimana nella sua versione 2.0 e lo fa grazie a medici e infermieri nostrani che sono riusciti a sconfiggere il Linfoma di Hodgkin che le era stato diagnosticato nel 2011. 

C’è molta Italia nella sua storia. È fidanzata con un giocatore di pallavolo di serie A, Giacomo Rigoni e il torneo che ha sancito la fine della sua prima vita è quello di Roma. Alisa fino ad allora era una giocatrice niente male, capace di arrivare tra le prime 20 del mondo e lanciata verso le prime posizioni mondiali. Il problema era che la mente e il fisico non andavano di pari passo. Più la testa le diceva che era il momento di stringere i denti e di fare lo sforzo per diventare grande, più il fisico le diceva che non ce la faceva.

Kleybanova era sempre stanca, i tempi di recupero non era quelli normali tra i professionisti ma fermarsi, a 20 anni, non è un’ipotesi che si prende in considerazione. C’è voluto coraggio per mettersi nelle mani dei medici, sentirsi dire di avere un tumore e doversi sottoporre a sessioni di chemioterapia. Ci sono voluti 10 mesi tra Perugia e Roma e sono stati mesi ben spesi: Kleybanova è guarita.

A guardare le statistiche sembra che il linfoma sia curabile all’85% ma si stenta a credere che il 15% rimanente non sia un macigno per chi ne è colpito. Alisa di suo ci ha messo un carattere solare che quando stai lottando per la salute non guasta mai. Quando le chiedono se la chemio le ha portato via i capelli lei se la cava con una risata contagiosa che ti dice più di quello che avresti diritto di sapere.

Questa settimana Kleybanova torna a giocare da professionista. Lo fa nel prestigioso torneo di Miami dove tutti sono pronti a festeggiarla. Ci vorrà tempo per capire se riuscirà a tornare competitiva ad alti livelli ma per ora la cosa interessa veramente a pochi.

Se la storia di Alisa sembra avere una fine positiva l’Australia sportiva trattiene il fiato per Nathan Healey, 32enne ex professionista e allenatore di Lleyton Hewitt che ieri è finito d’urgenza sotto i ferri per un’operazione di 12 ore al cuore.

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