Giocare a tennis in Oman

La notizia risale a fine marzo ma è in qualche modo una pietra miliare nella storia dell’Oman. Fatma Al Nabhani, 19 anni a breve, vince un torneo internazionale di tennis: un’impresa prima d’ora mai riuscita ad alcun suo connazionale.

Storicamente è molto difficile che giocatrici provenienti da culture musulmane abbiano l’opportunità di emergere in uno sport che fa dell’individualità il suo tratto caratteristico. In tempi recenti l’indiana Sania Mirza (ثانیہ مرزا) ha rappresentato un’eccezione e non a caso è uno dei personaggi più noti e controversi del suo paese. Nel 2005 un gruppo integralista musulmano ha lanciato una fatwa contro di lei per la violazione dei dettami di abbigliamento nell’attività agonistica. Il caratteristico anello al naso, le sue magliette irriverenti (“I’m cute, no shit” indossata a New York), la partecipazione a campagne di sensibilizzazione sull’utilizzo del preservativo, hanno spinto il Sunni Ulema Board, una delle massime autorità islamiche del paese, a dichiarare nefasta la sua influenza tanto da costringere al polizia a vigilare sulla sua sicurezza.

In Oman tuttavia la condizione femminile è molto diversa rispetto ai paesi limitrofi (lo Yemen su tutti). L’Oman (“c’è tutto un mondo attorno”) è retto da una monarchia assoluta islamica e ha una popolazione di circa 3 milioni di persone; nel 1970 il sultanato ha ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito e Qaboos Bin Sa’id Al Sa’id (قابوس بن سعيد آل سعيد) da allora ne regge il governo. Un complicato sistema elettorale prevede che circa 175.000 persone abbiano diritto di eleggere un consiglio di stato. Seppure in misure esigua, le donne sono coinvolte sia nel voto (circa il 30%) che nel consiglio. Con l’indipendenza la condizione femminile ha visto un lento ma costante miglioramento che consente oggi al 90% delle donne di accedere al sistema scolastico.

Due anni fa Nike ha investito su Fatma permettendole di fare esperienza a livello juniores e di affacciarsi al circuito maggiore. In Oman Fatma è una star a tutti gli effetti e recentemente le è stato assegnato il premio come miglior atleta del 2009 direttamente dal governo.

Qualche segnale di apertura del mondo arabo al tennis femminile arrivò nel 2009 quando il governo iraniano invio la squadra di Fed Cup in Australia. In quell’occasione le foto fecero il giro del mondo poiché le atlete ospiti affrontarono l’incontro a capo coperto e abito lungo.