Spesso i suoi fallimenti sono interessanti quanto i suoi successi

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Ogni giorno Federico Bernocchi tiene un programma su Radio Rai2 che si chiama Canicola. È tipo il più bel programma del mondo dopo Radio TSO e prima di Acapulco. Solo che Radio TSO non lo fanno più. E Acapulco lo stiamo aspettando un po’ tutti. A parte Dispenser. E aggiungo Condor per campanilismo. Insomma, lui Federico Bernocchi allora fa Canicola. Per il programma faccio un disegno brutto al giorno. Brutto che fa provincia. Ci provo almeno. Un mashuppone di alcuni argomenti toccati dalla puntata. Perché? Boh. Perché chi non farebbe dei disegni per la radio? Quindi dicevo, ogni giorno, da mezzogiorno all’una e mezza come dei veri califfi ascoltate Canicola oppure scaricatevi il podcast (che contiene il disegno del giorno che potete trovare anche qui grandissimo) E qui troverete fino a Settembre un disegno al giorno con il testo che ricevo dei temi della puntata da Bernocchi. Vi siete mai sentiti più felici? Ecco. Felicizzatevi.

Allora, oggi è il compleanno del grande, grandissimo, straordinario, incredibile, gigantesco William Friedkin. Sto finendo di leggere il suo libro autobiografico Il Buio e la Luce – La Mia Vita e i Miei Film e ho deciso che nella vita, da qui in avanti, leggerò solo libri autobiografici di registi che amo. C’è tutto in questo libro, come c’è tutto nel suo cinema. Gli aneddoti sulla lavorazione dei suoi primi documentari, su Il Braccio Violento della Legge, su L’Esorcista o sul suo film secondo me forse più rappresentativo, cioè Il Salario della Paura, sono alcune delle cose più entusiasmanti che mi sia mai capitato di leggere. Le litigate coi produttori o con Bernanrd Hermann. Cioè, Friedkin è uno che si permetteva di sbroccare e sbattere la porta in faccia a Bernard Hermann. Uno che ha sempre lottato come un pazzo da solo per difendere le sue idee e il suo Cinema. Poi è difficile se ci pensi scrivere sulla lavorazione dei film perché ci può stare che uno non ha visto il film in questione, oppure che l’autore ti racconti di dettagli o sequenze che non sono poi stati inseriti nel montaggio finale, ma lui è in grado di farti realmente entrare dentro il suo mondo. In questi giorni sto riguardando tutti i suoi film e veramente si tratta di uno dei registi migliori di sempre. Ho sottolineato una frase proprio questa mattina, mentre venivo in expo in passante: “Spesso i suoi fallimenti sono interessanti quanto i suoi successi” . Qui parla di un altro, un produttore, ma è una frase che si potrebbe tranquillamente applicare a tutta la sua carriera. Poi facciamo la seconda ondata di “Sequenze di ballo comprese in film non di ballo”. Che il venerdì ci piace ballare.

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