A Spin Breaks A Loop #3

Oggi è il giorno in cui il Vaticano inizia il processo a Giordano Bruno. Nello stesso preciso giorno ma duecentoetrentanove anni più  tardi nasce Lewis Carroll e quasi un secolo prima, oggi, nasce Mozart. Nell’incendio dell’Apollo1 muoiono tre astronauti e la prima sorellanza americana, le Kappa Alpha Theta, nasce tre anni più tardi e centoquaranta anni prima. Fai un salto avanti e uno grande indietro, sempre sullo stesso punto. Da lí ma diciotto anni dopo nasce il National Geographic Society. Jack Haley, l’interprete dell’uomo di latta nel mago di Oz nasce oggi, con Jane Fonda. I due probabilmente non si conoscono. Le truppe americane lasciano il Vietnam e il bulbo incandescente viene patentato mentre l’Outer Space Treaty viene firmato e il più lungo ponte subacqueo viene costruito tra l’Honshu e l’isola di Hokkaido. Gli Stati Uniti iniziano i test nucleari in Nevada e trentatré anni prima inizia sicuramente con meno risorse di caffè  la guerra civile finlandese. Finisce l’assedio di Leningrado. Oggi Leningrado si chiama con un altro nome ma si trova sempre nello stesso posto. È anche il giorno della memoria. Sessantanove anni fa persone come te e me sono state liberate da un lucido sistema di sterminio ad Auschwitz. Quelli rimasti, intendo. Non c’era solo Auschwitz. C’erano anche Mauthausen e Buchenwald. E non c’erano soltanto questi, ma molti altri. Molti altri campi di concentramento. Lí ci arrivavano, era il termine di un viaggio. E qualcuno ce li ha mandati ficcandoli su quei treni da qualche campo di prigionia, di smistamento; tradendoli, negandogli diritti dati per scontati appena prima di cui tu ed io godiamo -con la stessa percezione limitata di quello che è il futuro e con un certo ragionevole grado di libertà- oggi, togliendo loro tutto e incenerendoli, non nello stesso modo in cui per errore ci si scorda qualcosa in cucina sul fuoco, ma cancellandoli dalla faccia della terra come paglia secca. In modo lucido, nella piena consapevolezza di sterminare un popolo, delle minoranze, degli invalidi mentali, dei diversi. È il diciottesimo anniversario in cui la Germania osserva il Giorno della Memoria. Ha fatto i conti con il suo passato. Ha sbagliato. Si è rimessa in carreggiata, ha dato una diversa educazione ai suoi figli e non in senso lato: quella educazione l’ha cercata. La prova forse è Berlino che è più un esperimento, una viva esperienza culturale che una capitale europea accogliente. Ecco, oggi dicevamo è l’anniversario di tante cose. Puoi festeggiare la sconfitta degli americani in Vietnam o ascoltare Mozart. Oppure puoi ricordare. Ricordare essenzialmente vuol dire tre cose: fare i conti con la propria storia, riscattarsi e migliorarsi. Nel caso tu veda un busto di Mussolini in una stazione di servizio, ecco, fatti qualche domanda di cosa diavolo ci faccia li. Non ti invito a buttarlo a terra, ma chiediti cosa diavolo ci faccia li. Sei finito in un buco temporale? Se vedi un suo calendario non ridere, chiediti cosa ci faccia un calendario di Mussolini in un negozio, in una edicola. Chiediti perché. È importante capire perché. E perché stranamente viene tutto buttato sul ridere. La capacità di riflettere e cambiare con la volontà di riconoscere un errore fa tanto parte della memoria e del presente di una persona quanto del futuro di quella persona e del suo popolo. Non pensare che fosse Auschwitz il “male”, o che fosse un luogo esterno, altro, lontano. Il male è non dare significato ai propri errori e lasciare che il tempo non lasci traccia o porti a delle inguaribili ipocrisie, lasciando fantasie che se la cantano e se la suonano, come si suol dire, sommergere un sistema di riferimento reale.

Oggi è la Giornata della Memoria. Cinque minuti del tuo tempo: Pensa a tutto quello che puoi realizzare nella tua vita da ora in poi. La Memoria serve per il futuro.