Il Terzo Polo che non c’è

«Alle amministrative il Terzo Polo di fatto non c’è», ha detto qualche giorno fa Francesco Rutelli, leader di Api. E, in effetti, facendo un giro fra i Comuni al voto, ci si accorge che ci sono diverse situazioni in cui i tre partiti, Udc, Api e Fli, si presentano divisi. Segue piccola e incompleta mappa.

A Palermo – dove a sinistra Fabrizio Ferrandelli e Leoluca Orlando se le stanno dando di santa ragione – c’è il giovane avvocato Massimo Costa, che si è candidato con lo slogan «i valori al centro» ed è sostenuto da Pdl, Udc e Grande Sud, il movimento di Gianfranco Miccichè. Fli invece ha candidato Alessandro Aricò, che è sostenuto anche dal Movimento per le Autonomie di Lombardo. E anche l’Api poche ore fa ha deciso che appoggerà il candidato finiano.

A L’Aquila invece i rutelliani stanno con il sindaco uscente Massimo Cialente, che ha recentemente vinto le primarie di centrosinistra, mentre i “casinisti” puntano su Giorgio De Matteis, espressione della società civile, vicepresidente del Consiglio regionale e leader di Mpa in Abruzzo. Dall’Api spiegano che rompere l’alleanza con l’Udc non è stata una decisione difficile, anzi: «È stata una scelta all’unanimità. Il candidato De Matteis, che abbiamo ascoltato, non ci ha convinti. C’è ancora troppa vicinanza con i partiti di destra». E Rutelli: «Non puoi teorizzare il Terzo polo quando c’è da riscostruire una città». Futuro e Libertà va da sola e candida Enrico Verini, leader provinciale del partito. Tuttavia, assicura il deputato di Fli Fabio Granata, «quanto accaduto a Palermo e l’Aquila è da guardare unicamente con la lente delle dinamiche locali. D’altra parte, in altri comuni d’Italia come Genova, il Terzo Polo si presenta compatto. In ogni caso il percorso verso il Polo della Nazione non è minimamente in discussione».

Intanto, in Puglia, a Lecce, l’Udc e Api corrono da sole con il professor Luigi Melica, mentre Fli scende in campo con il sindaco uscente Paolo Perrone, che è appoggiato dal Pdl. «Non potevamo certo allearci con un sindaco che abbiamo contestato per cinque anni – ha spiegato il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa – né tantomeno con un centrosinistra che raccoglie tutto e il contrario di tutto».

Monza. Fli ha presentato Anna Mancuso, che pure ha spiegato di aver provato fino all’ultimo a tenere insieme i cocci terzopolisti. Udc e Api hanno scelto di appoggiare Anna Martinetti, dirigente scolastica.

Infine, a Piacenza, per il partito di Casini c’è Pier Paolo Gallini, fortemente voluto dal leader cattolico e altrettanto malvoluto da Futuro e Libertà. «Fino all’ultimo, insieme con gli amici di Api, abbiamo cercato di dar vita al Terzo Polo, ma – dicono i finiani piacentini in un comunicato – dobbiamo registrare la volontà dell’Udc a non volere accettare la sfida che gli avevamo proposto ovvero navigare in mare aperto alla ricerca della buona politica, lontano dai tatticismi ma vicino ai bisogni dei cittadini». Il tentativo «disperato di imporre una candidatura come quella del dott. Gallini, il quale con la città non ha alcun legame, è la riprova che da parte del partito di Pier Ferdinando Casini manca la volontà di costruire qualcosa di nuovo in città; l’unica cosa che interessa è difendere le piccole rendite di posizione, rinunciando così alla possibilità di interpretare la voglia di cambiamento della gente comune».