Rotta verso Vesta

Vesta è un piccolo corpo del sistema solare, un grosso sasso di circa 530 chilometri di diametro che orbita nella fascia di asteroidi tra Marte e Giove. È il secondo, per massa, tra quegli asteroidi, e c’è addirittura la possibilità che possa essere promosso, in futuro, allo stato di pianeta nano (gli altri, per ora, sono Cerere – il più grande oggetto della fascia degli asteroidi – l’ex-pianeta Plutone, e tre oggetti all’estrema periferia del sistema solare chiamati Haumea, Makemake e Eris).

In effetti, quando fu scoperto da Heinrich Olbers, all’inizio dell’Ottocento, Vesta fu classificato come pianeta. Il nome glielo diede il matematico Carl Gauss, che fece il primo calcolo della sua orbita. E Vesta ha anche l’onore di essere stata l’ambientazione del primo racconto di fantascienza pubblicato da un diciottenne Isaac Asimov: Marooned of Vesta, tradotto in italiano come Naufragio al largo di Vesta.

Ma Vesta ha anche un altro primato: quello di essere il primo asteroide a essere oggetto di una visita estesa da parte di una sonda spaziale. Proprio in questi giorni, la sonda Dawn sta completando la fase di avvicinamento, e ha già mandato a Terra il primo filmato del grosso sasso in rotazione. A luglio entrerà in orbita intorno a Vesta, e ci resterà per un anno, prima di dirigersi verso il più grande oggetto della fascia di asteroidi, Cerere.

Dal punto di vista dell’esplorazione spaziale, quella di Dawn è una missione piuttosto spettacolare: è la prima sonda che sfrutta la propulsione a ioni, e che riesce a saltare da un corpo celeste all’altro invece di limitarsi a un passaggio assistito dalla forza di gravità. Naturalmente, la NASA non si è fatta sfuggire l’occasione di pubblicizzare l’impresa sfruttando il paragone con Star Trek. Qui c’è un filmato in cui il capo ingegnere di Dawn spiega come funziona la cosa, con l’aiuto del capitano Kirk.