Un altro pianeta nel sistema solare?

C’è stata nei giorni scorsi una certa confusione intorno alla possibilità che ci sia un pianeta, finora non visto, nella periferia estrema del sistema solare.

La cosa ha avuto origine da uno studio, peraltro non recentissimo, di due astrofisici dell’Università della Louisiana. John Matese e Daniel Whitmire hanno ipotizzato che potrebbe esistere un pianeta 4 volte più massiccio di Giove e 375 volte più lontano di Plutone dal Sole. Come hanno fatto? Andandosi a studiare le orbite delle comete che, arrivando proprio dai bordi del sistema solare, transitano periodicamente nelle zone interne. Secondo i due, le orbite apparirebbero alterate, cosa che potrebbe essere spiegata tirando in ballo l’influsso gravitazionale di un pianeta gigante lì fuori. O, più precisamente, di una compagna del Sole, una stella mancata che Matese e Whitmire hanno battezzato Tyche.

Fin qui, i fatti. Il metodo di studio è sensato, ma i dati sulle comete non sono così tanti e di livello così accurato da far trarre conclusioni solidissime. Quella di Matese e Whitmire è quindi solo un’ipotesi, che andrebbe verificata osservando il pianeta. E qui comincia la confusione. Perché in un articolo dell’Independent della scorsa settimana, la cosa sembrava praticamente fatta: “gli scienziati credono che la prova della sua esistenza sia stata già raccolta da un telescopio spaziale della NASA”.

Ora, il telescopio esiste, si chiama WISE e, se il pianeta c’è davvero, se ne potrebbe trovare traccia analizzando i dati raccolti negli ultimi mesi. Ma anche no. Per ora, quindi, l’esistenza di Tyche resta indimostrata. Il fatto che i dati stiano per essere resi pubblici ha riacceso i riflettori sulla questione, e ad aprile si dovrebbe capire come finirà.