Pianeti a manciate

In orbita intorno a una stella a circa duemila anni luce da qui, ci sono sei pianeti. Hanno diametri poco più grandi di quelli della nostra Terra, e sono fatti di roccia e gas. Sono così vicini al loro sole che la loro orbita potrebbe stare comodamente all’interno di quella di Venere. In uno di quei mondi, un anno dura solo qualche decina di giorni, e lo spettacolo deve essere fantastico.

Questa specie di sistema solare in miniatura, il più ricco e compatto scoperto finora, è una delle sorprese sbucate fuori dalla valanga di dati raccolti negli ultimi mesi dalla sonda Kepler, e annunciate ieri dalla NASA. La stranezza del nuovo sistema planetario ha catturato l’attenzione del pubblico, e causerà parecchi grattacapi ai teorici che dovranno spiegarne la formazione. Ma chi attende con impazienza l’annuncio di altri mondi abitabili (o abitati), dovrà guardare altrove.

Fortunatamente, ci sono altre notizie interessanti. Intanto, il fatto che dall’inizio delle osservazioni, Kepler ha già raccolto oltre 1200 candidati di pianeti intorno ad altre stelle. Certo, andranno confermati: ma sono tanti. Ancora più interessante è che, di questi, sembrano essercene almeno una sessantina di dimensioni simili alla Terra, intorno a stelle simili al Sole. Di questi, un certo numero (forse cinque), si trovano nella zona abitabile della stella (quella dove è teoricamente possibile la presenza di acqua liquida).

Sono numeri che potrebbero sembrare piccoli, ma vanno confrontati con il numero di pianeti del genere che si conoscevano solo pochi anni fa, ovvero: zero. Soprattutto, va tenuto presente che Kepler è operativo da pochi mesi e ha osservato una regione incredibilmente piccola: appena un quattrocentesimo di tutta la volta celeste. Se si estrapolano i suoi risultati al resto della nostra galassia, si arriva alla conclusione che potrebbero esserci centinaia di migliaia di altre terre.

Bisogna solo trovarle.

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