Il sistema solare finisce nel forno?

La Terra sta per essere cotta a puntino? È quello che viene da pensare se si prende alla lettera quest’agenzia di ieri. Il sistema solare starebbe per entrare (non domani, fra uno o due secoli, ma insomma) in una “fornace galattica”, ad “alto rischio per la pioggia di radiazioni cosmiche”, e soprattutto “composta di gas rarefatto, turbolento e incandescente, dove le temperature raggiungono milioni di gradi”.

L’agenzia non diceva da dove arrivasse l’allarme, ma con un minimo di ricerca sono riuscito a risalire alla fonte. La notizia originale, di una ventina di giorni fa, è questa. In effetti, anche qui si parla del Sole che si avvicina a una nube interstellare a un milione di gradi. Quindi dovremmo preoccuparci?

Assolutamente no. O meglio: preoccuparci sì, ma di capire meglio. Tutte le stelle sono immerse in un mezzo molto rarefatto (fondamentalmente, idrogeno) chiamato mezzo interstellare. Qua e là ci sono regioni più o meno dense: il Sole si trova attualmente in una bolla (una regione meno densa della media), probabilmente causata dall’esplosione di una supernova milioni di anni fa, e si sta spostando in direzione di una zona ancora meno densa (che è quella di cui parla l’articolo).

Ora, cosa significa che la temperatura del mezzo interstellare è di mille, o di un milione di gradi? Più o meno la stessa cosa che intendiamo quando parliamo della temperatura di un gas: e cioè che le particelle che lo compongono si muovono in media con una certa velocità. Va tenuto presente, però, che il mezzo interstellare ha una densità bassissima, circa un atomo per centimetro cubo (ed è ancora più bassa nella bolla in cui si trova il Sole): nell’aria, per dare un’idea, ci sono più di dieci miliardi di miliardi di molecole per centimetro cubo.

L’effetto di tutto questo, sulla Terra, è praticamente inesistente. Siamo protetti dal ben più denso flusso di particelle emesso dal Sole (il vento solare), che crea uno schermo (l’eliosfera) che si estende molto oltre l’orbita dei pianeti. In effetti, l’articolo originale dice, correttamente, che la Terra si trova già immersa in una bolla di gas interstellare a 6000 gradi: e non mi sembra che nessuno abbia mai sofferto per questo. L’articolo originale si chiude con un commento dello scienziato che ha condotto lo studio:

“Niente di strano, il Sole attraversa di frequente varie nubi di gas interstellare durante il suo viaggio galattico. Queste nubi hanno basse densità, molto inferiori a quelle del migliore vuoto ottenuto in laboratorio. Una volta entrati, l’eliosfera potrebbe cambiare leggermente forma o accorciarsi un po’, ma niente di più.”

Questo, però, nell’agenzia italiana hanno dimenticato di tradurlo.