Cosa succede su Titano?

Per chi è interessato alla ricerca di forme di vita fuori dalla Terra, Titano (una delle lune di Saturno) è uno dei posti più interessanti del sistema solare. Ci sono laghi di idrocarburi, molecole organiche, una ricca atmosfera, e perfino fenomeni climatici complessi. Insomma, Titano è una specie di laboratorio biochimico su grande scala.

Trovare forme di vita primitiva lassù sarebbe ovviamente una scoperta sensazionale. Ma sarebbe doppiamente importante (rispetto, ad esempio, a una scoperta analoga su Marte) perché su Titano la vita potrebbe aver preso una strada diversa e completamente indipendente rispetto a quella che conosciamo sulla Terra. Per esempio, potrebbe sfruttare l’idrogeno per la respirazione, gli idrocarburi liquidi come il metano al posto dell’acqua (a una temperatura di quasi 200 gradi sotto zero l’acqua liquida è impensabile) e molecole come l’acetilene come fonte di energia.

Una delle ipotesi fatte negli anni passati prevede che, se ci fosse qualche forma di vita esotica e microscopica di questo tipo, basata sul metano, dovremmo vedere sparire l’idrogeno e l’acetilene che arrivano sulla superficie di Titano. Comprensibilmente, quando una cosa del genere è stata effettivamente osservata dagli strumenti a bordo della sonda Cassini e resa pubblica qualche giorno fa, c’è stata una certa eccitazione nella comunità degli astrobiologi.

Ovviamente, per ora è del tutto possibile trovare spiegazioni diverse per la sparizione dell’idrogeno e dell’acetilene su Titano – spiegazioni che non tirano in ballo la biologia ma semplicemente la chimica. Come si usa fra gli scienziati, ora lo sforzo sarà proprio quello di provare a distruggere l’ipotesi biologica, passando al vaglio tutte le alternative possibili. Solo dopo averle escluse tutte, e aver raccolto altre prove, riusciremo a capire se davvero la vita è nata anche su una fredda e lontana luna di Saturno.

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