Cosa vuole dirci, con questo, l’artista?

Collage fertilization 2013

Il vocabolario online di Treccani chiarisce

collage

collagekolàaˇ∫› s. m., fr. (propr. «incollamento»). –

1. Procedimento d’arte figurativa (e opera realizzata mediante tale procedimento) adottato soprattutto da artisti cubisti, futuristi, dadaisti, surrealisti, e da rappresentanti della pop art; consiste nell’incollare su un supporto (tela, tavola o oggetto tridimensionale) frammenti di giornali, fotografie, ritagli di tappezzeria e altri svariati materiali, in modo apparentemente casuale.

Il punto 2. non è rilevante.

Questa selezione di collage e fotomontaggi viene dal blog di Waldemar Strempler, praticamente l’unico posto sul web dove pubblica i propri lavori. Strempler è un artista tedesco, scultore e graphic designer, che manipola le immagini creando opere provocanti e molto belle, che mantengono il corpo umano come centro. Le ho viste e ne sono rimasta affascinata, trovo interessanti gli accostamenti e le costruzioni, belle a prescindere le immagini che decide di modificare, un’estetica che sento vicina, insomma. Per gusto prettamente personale ho deciso di tenere la donna come filo conduttore di tutta la galleria.

Scorrendo fra i moltissimi lavori pubblicati sul suo tumblr, ho trovato un paio di post in cui, da persone diverse, gli viene chiesto di chiarire qualche punto del suo lavoro. Quasi sempre lo stesso punto, che è forse la domanda più gettonata, che ogni artista si sente rivolgere forse un po’ troppo spesso: “cosa vuoi dire a noi, pubblico, con la tua arte?”. La risposta, anche quella, è ormai conosciuta: “vedeteci un po’ quello che volete”. Conosciuta, ma sempre sensata.

(Le domande e le risposte sono tradotte liberamente da me, sotto ogni singolo post)

D: “Ciao 🙂 Volevo chiederti dove trovi ispirazioni per il tuo lavoro. Ogni pezzo d’arte da te creato ha un significato, un messaggio? Grazie, adoro il tuo lavoro!”

R: “Grazie mille per i complimenti! Ad un famoso pittore, di fronte ad un suo dipinto, venne chiesto cosa significava. Lui rispose domandando allo spettatore cosa lui ci vedeva. Quello disse: Un quadro blu.” Ed il pittore disse: “Anche io”. Così è ciò che sta dietro le mie immagini. Quello che importa è cosa ci vedi tu, cosa scopri guardandole. E se ti piacciono, ho già ottenuto molto. La mia ispirazione è ciò che vedo e che mi circonda, gioia, paure, preoccupazioni, giorno, notte, la vita insomma. Lavoro seguendo l’istinto e guidato dalle mie emozioni. Sono ispirato dai materiali che raccontano una storia, che si portano tracce addosso e sono già stati usati. E se delle volte non mi viene in mente nulla, c’è sempre il colore bianco, per colorare foto che non ho ancora ritoccato. Cari saluti, W. Strempler”

 

 

 

D: “Ciao! C’è uno scopo o un significato dietro la tua arte? Se sì, cosa vuoi ottenere o esprimere?”

R: “Uno potrebbe anche rispondere in modo filosofico, ogni persona e ancor di più un artista è alla ricerca di qualche risposta: da dove veniamo? Chi siamo? E dove andiamo? Un lavoro creativo nasce prima nella testa – o nel cuore – ed è chi lo guarda che completa il tutto, così la domanda:cosa vuole dirci con questo l’artista? è un po’ stupida, da asilo. L’arte non può cambiare il mondo, anche se c’è qualcuno che lo sostiene. Forse l’arte può in qualche modo essere pedagogica e sicuramente può piacere oppure no. Può provocare sensazioni, sia positive che negative. Piace o non piace. Lavoro quasi esclusivamente basandomi sui miei istinti, quindi esprimo i miei sentimenti, e se con questo mio lavoro riesco a raggiungere altre persone, allora ho ottenuto moltissimo. Non voglio altro!”

Non credo serva altro per goderne se non il guardarle e il vederci quello che si vuole, quello che siamo.