L’Uganda ha iniziato il ritiro delle sue truppe dalla Somalia dopo quasi vent’anni di presenza militare nel paese
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L’Uganda ha iniziato il ritiro graduale di tutte le sue truppe presenti in Somalia. Attualmente in Somalia sono presenti circa 4.500 militari ugandesi, impegnati contro l’organizzazione jihadista al Shabaab in una missione sostenuta dall’Unione Africana (UA, che riunisce 55 paesi africani). La missione di supporto e stabilizzazione dell’UA in Somalia, o AUSSOM, era iniziata nel 2007. Altri 2mila soldati ugandesi erano stati inviati separatamente e grazie a degli accordi bilaterali. Il ritiro è iniziato da questi ultimi: un primo gruppo di 109 soldati ha lasciato Mogadiscio, la capitale della Somalia, lo scorso venerdì. Il ritiro delle forze schierate grazie agli accordi bilaterali sarà completato nei prossimi giorni e, successivamente, inizierà il ripiegamento del contingente integrato in AUSSOM. Questa seconda fase sarà più prolungata e durerà fino alla fine del 2027.
Il ritiro, ha detto il portavoce del ministero della Difesa ugandese Chris Magezi, comporterà «la fine delle operazioni di sostegno alla pace e alla stabilizzazione».
L’uscita dalla Somalia dei soldati ugandesi coincide con la fine della missione politica delle Nazioni Unite nel paese e con la crescente volontà da parte delle autorità somale di assumere un maggiore controllo sulla sicurezza interna. L’impegno delle Nazioni Unite in Somalia era iniziato trent’anni fa con l’obiettivo di accompagnare il paese nel complicato percorso di ricostruzione e consolidamento della pace dopo la guerra civile degli anni Novanta. La chiusura di questa missione, avvenuta ufficialmente il 31 ottobre, non comporterà il ritiro completo delle Nazioni Unite, che continueranno a operare nel paese con programmi umanitari e di sviluppo.
Al Shabaab è legato al gruppo terroristico jihadista al Qaida ed è noto per gli attentati con cui cerca di rovesciare il governo somalo, con l’obiettivo di instaurare un regime basato su una versione rigida e restrittiva della cosiddetta legge islamica.


