In appello è stata aggravata la condanna della donna che in Australia aveva avvelenato e ucciso tre parenti con dei funghi

Erin Patterson, Melbourne, Australia, 8 settembre 2025 (Joel Carrett/AAP Image via AP, File)
Erin Patterson, Melbourne, Australia, 8 settembre 2025 (Joel Carrett/AAP Image via AP, File)

La Corte d’appello dello stato del Victoria, in Australia, ha respinto il ricorso di Erin Patterson, una donna che nel 2023 aveva avvelenato e ucciso tre parenti con dei funghi serviti durante un pranzo a casa sua: la condanna all’ergastolo stabilita in primo grado è stata confermata e in più le è stata revocata la possibilità di beneficiare della libertà condizionale. Patterson era stata giudicata colpevole nel luglio del 2025 per gli omicidi e per il tentato omicidio di un’altra persona, sempre con l’uso dei funghi. In primo grado le era stato concesso di chiedere la libertà condizionale dopo 33 anni di detenzione.

Contro la sentenza erano stati presentati due appelli: il primo da parte di Patterson per l’annullamento della sentenza di primo grado, e l’altro da parte dell’accusa per togliere la possibilità di chiedere la condizionale. Il ricorso di Patterson – che, tra le altre cose, si basava sul fatto che durante le deliberazioni la giuria alloggiasse nello stesso albergo di un informatore e dei membri dell’accusa – è stato respinto, mentre quello del pubblico ministero è stato accolto. La Corte ha ritenuto che le circostanze degli omicidi e del tentato omicidio richiedessero «una condanna decisamente più severa». E pur riconoscendo che la questione dell’albergo aveva creato una situazione «spiacevole», non c’erano prove che si fosse verificato qualche illecito o che il giudizio finale dei membri della giuria fosse stato condizionato da altri.

Patterson, che ora ha 52 anni e il cui nome da nubile era Erin Trudi Scutter, non ha partecipato di persona all’udienza, che è durata 15 minuti. Se vorrà contestare anche la condanna in appello dovrà rivolgersi all’Alta Corte, il massimo organo giurisdizionale del sistema australiano.

L’avvelenamento con i funghi era avvenuto il 29 luglio del 2023 durante un pranzo a casa di Patterson, che viveva a Leongatha, a sud-est di Melbourne. Al pranzo c’erano Gail e Don Patterson, i genitori del suo ex marito, la sorella di Gail, Heather, e Ian Wilkinson, marito di quest’ultima e pastore di una chiesa vicina. Oltre a loro c’erano i due figli avuti da Erin Patterson con l’ex marito (lui non era presente). Poche ore dopo il pranzo, cucinato da Patterson, in quattro si erano sentiti male e si erano così rivolti a un ospedale della zona. Dato l’aggravarsi delle loro condizioni erano stati trasferiti in un ospedale di Melbourne, e pochi giorni dopo Heather Wilkinson, Gail Patterson e Don Patterson erano morti (Ian Wilkinson invece è sopravvissuto). I test tossicologici svolti sui corpi delle persone morte avevano trovato tracce di amanita falloide (Amanita phalloides o tignosa verde), un tipo di fungo molto diffuso ma letale per gli esseri umani.