• Mondo
  • Mercoledì 28 ottobre 2026

Bolsonaro ha detto di essere «il vero presidente eletto del Brasile»

In una lettera pubblicata sui social dopo l'arrivo negli Stati Uniti a seguito della vittoria di Lula, ribadendo le sue accuse di frode elettorale 

Flávio Bolsonaro la sera del giorno delle elezioni in Brasile (AP Photo/Eraldo Peres)
Flávio Bolsonaro la sera del giorno delle elezioni in Brasile (AP Photo/Eraldo Peres)
Caricamento player

Mercoledì, dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, il politico brasiliano di estrema destra Flávio Bolsonaro ha affermato di essere «il vero presidente eletto del Brasile». Domenica aveva perso le elezioni presidenziali contro il presidente uscente di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva: il suo partito aveva riconosciuto la sconfitta, ma lui no. Ha inoltre detto di non essere «scappato» dal Brasile, ma di essere andato via «per il bene del Brasile»: ha sostenuto di aver subìto un colpo di stato e di essere vittima di una persecuzione politica.

Bolsonaro ha sostenuto di essere il vero presidente eletto del Brasile in una lettera pubblicata sul proprio profilo X e indirizzata «al popolo brasiliano e alla comunità internazionale», in cui ha ribadito le accuse già espresse nei giorni scorsi: ha scritto che durante il voto c’è stata una «ripugnante frode elettorale» e ha accusato quelli che ha definito «criminali che hanno rubato l’elezione in Brasile» di aver instaurato una tirannia all’interno del paese.

Sono circolate diverse versioni della lettera pubblicata da Bolsonaro, solo due delle quali pubblicate direttamente da lui. Quella in cui si è definito «il vero presidente eletto del Brasile» era la prima; poi ne ha pubblicata un’altra versione (quella attualmente visibile) in cui ha sostituito quella formula con «leader del Brasile».

Bolsonaro contesta soprattutto la decisione di prolungare di due ore il voto in tutto il Brasile, presa dalla Corte suprema mentre i seggi stavano chiudendo e applicata in modo disomogeneo sul territorio nazionale, e sostiene che questo renda «impossibile» certificare il risultato. La proroga era stata chiesta sia da lui, sia da Lula, per permettere di votare a chi stava avendo problemi ad arrivare ai seggi.

In Brasile Bolsonaro è coinvolto in alcune inchieste per corruzione e riciclaggio di denaro: dopo la sconfitta alle elezioni era considerato a rischio di fuga, e per questo la Corte suprema aveva annullato il suo passaporto brasiliano e gli aveva chiesto di consegnare eventuali documenti stranieri che avrebbe potuto utilizzare per andare all’estero.

È comunque riuscito ad andare all’estero, con un volo atterrato mercoledì a Miami, in Florida, insieme alla moglie e alle due figlie. La fuga potrebbe essere stata agevolata anche dal presidente argentino Javier Milei, un politico populista e di destra che ha buoni rapporti sia con Bolsonaro che con il presidente statunitense Donald Trump, e che molti sospettano abbia avuto un ruolo.

Nella sua lettera Bolsonaro ha ringraziato proprio Milei e Trump, rispettivamente per quello che ha definito «il coraggio, il senso di giustizia e di legalità» e per l’accoglienza. Martedì un funzionario del dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva comunicato ai principali giornali statunitensi che gli Stati Uniti avrebbero concesso un visto a Bolsonaro e alla sua famiglia, autorizzandoli a rimanere nel paese. Anche Trump aveva detto che sarebbero stati accolti.