La Giordania ha attaccato il sud della Siria in risposta all’attentato in una chiesa in cui erano state uccise nove persone
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La Giordania ha compiuto attacchi aerei nel sud della Siria contro obiettivi che l’esercito del paese riteneva legati a «organizzazioni terroristiche»: l’attacco è stato presentato come una rappresaglia per l’attentato avvenuto lo scorso 23 ottobre durante un funerale in una chiesa di Hamoud, una cittadina a maggioranza cristiana nel governatorato di Al Karak, nella parte centrale del paese, in cui erano state uccise almeno sette persone. L’attacco della Giordania è stato compiuto contro un centro abitato e ha provocato la morte di cinque persone. La Giordania si è limitata a dire che i suoi aerei da combattimento hanno ferito e ucciso «diversi terroristi», senza fornire ulteriori dettagli.
La Giordania sostiene di aver coordinato le proprie azioni con il governo siriano, ma la Siria dice di non esserne stata informata. In risposta ai bombardamenti, la Siria ha dunque annunciato la chiusura dei confini con la Giordania da martedì 27 ottobre. Le autorità siriane hanno detto che gli spostamenti di merci e persone saranno sospesi in entrambe le direzioni, ma non è chiaro per quanto tempo, né con che modalità. In un comunicato diffuso dai media statali, hanno aggiunto di aver «aperto canali di comunicazione diretti» con i funzionari giordani e di aver avviato «indagini approfondite per accertare le circostanze dell’attacco».
Nel frattempo le forze di sicurezza della Giordania hanno fatto sapere di aver arrestato due fratelli e un loro cognato in relazione all’attacco della settimana scorsa nella chiesa: hanno detto di averli trovati nascosti in una casa abbandonata in uno dei paesi vicino al luogo dove era avvenuta la sparatoria.


