Almeno 60 persone cristiane ortodosse sono state uccise in due attacchi nell’Etiopia centrale

Fedeli della Chiesa ortodossa etiope durante una celebrazione al monastero di Deir al Sultan a Gerusalemme, 26 settembre 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)
Fedeli della Chiesa ortodossa etiope durante una celebrazione al monastero di Deir al Sultan a Gerusalemme, 26 settembre 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

Almeno 60 persone cristiane ortodosse sono state uccise in due attacchi nella regione di Oromia, nella parte centrale dell’Etiopia. Lo ha comunicato la Chiesa ortodossa etiope unificata, dicendo che 14 sono state uccise il 20 ottobre nel distretto di Merti, e altre 46 il 24 ottobre nei villaggi di Tereta, Chole e Birbo, in quello di Shirka. La Chiesa non ha specificato come siano state uccise né chi possa essere il responsabile; ha però aggiunto che negli attacchi sono state incendiate venti case e che sono state ferite in maniera grave oltre venti persone.

Un funzionario locale ha attribuito gli attacchi a una nuova alleanza di sette gruppi armati ribelli che ha l’obiettivo di rovesciare il governo del primo ministro etiope Abiy Ahmed, sempre più autoritario, e che comprende tra gli altri la Oromo Liberation Army. In passato il governo della regione di Oromia aveva attribuito attacchi simili proprio alla Oromo Liberation Army, che per ora non ha commentato.