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  • Lunedì 26 ottobre 2026

George Russell era il grande favorito in Formula 1, ma poi

Non è riuscito a tenere testa al suo compagno di squadra Kimi Antonelli, e gara dopo gara si è mostrato sempre più sfiduciato

Il pilota della Mercedes George Russell prima della sprint race di Singapore, 10 ottobre 2026 (AP Photo/Ng Han Guan)
Il pilota della Mercedes George Russell prima della sprint race di Singapore, 10 ottobre 2026 (AP Photo/Ng Han Guan)
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Il pilota britannico della Mercedes George Russell guida in Formula 1 da sette anni e in carriera è sempre stato considerato un pilota sottovalutato e sfortunato. Ma quest’anno, dopo tante stagioni passate con una macchina poco competitiva o con un compagno di squadra molto più forte di lui, sembrava che fosse finalmente arrivato il suo momento.

Invece a vincere il Mondiale sarà quasi sicuramente il suo giovanissimo compagno di squadra, l’italiano Kimi Antonelli, alla sua seconda stagione in Formula 1. Domenica sera Antonelli ha vinto il Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin, in Texas, e a cinque gare dalla fine della stagione ha 123 punti di vantaggio su Russell.

A parità di macchina e di gomme, Russell è arrivato al traguardo 54 secondi dopo Antonelli. È un distacco rappresentativo dell’intera stagione di Russell, durante la quale ha spesso faticato a tener testa ad Antonelli e ha così perso una grande occasione di diventare campione del mondo.

Russell ha 28 anni e corre in Formula 1 dal 2019. Ci arrivò con grandi aspettative. Faceva parte di una fortissima generazione di giovani piloti insieme a Lando Norris, oggi campione del mondo in carica con la McLaren, e nei due anni precedenti aveva vinto da esordiente due importanti campionati giovanili, la GP3 e la Formula 2.

In Formula 1 iniziò con la Williams, che in quegli anni era una delle scuderie peggiori del campionato. Ciononostante Russell dimostrò subito di essere un pilota molto promettente, capace di ottenere in qualifica risultati ben al di sopra delle aspettative. Per questo si guadagnò il soprannome di “Mr. Saturday”, cioè “Signor Sabato”, in riferimento al giorno in cui di solito si corrono le qualifiche, che decidono la griglia di partenza del Gran Premio della domenica.

Nel 2021, durante il weekend del Gran Premio del Belgio, riuscì persino a fare meglio di Lewis Hamilton, che allora correva per la Mercedes e l’anno prima aveva vinto il suo settimo Mondiale in carriera.

Nel 2022 Russell passò quindi alla Mercedes, proprio nell’anno in cui cambiarono alcune regole e la scuderia smise di essere così dominante, cedendo il passo prima alla Red Bull e poi alla McLaren. Russell continuò a fare bene, a volte meglio dello stesso Hamilton, che nel 2025 se ne andò e fu sostituito da Kimi Antonelli, 18enne che quattro anni prima guidava ancora sui kart.

Quest’anno, finalmente, le cose sembravano essersi allineate per Russell. Un nuovo, imponente cambio di regole aveva rimesso la Mercedes davanti a tutte le altre scuderie, e il suo principale avversario, l’unico con una macchina forte come la sua, era di fatto un ragazzo inesperto, reduce da una prima stagione promettente ma altalenante e con un periodo di crisi che aveva fatto dubitare molti dell’opportunità di farlo già competere in Formula 1.

A dominare il Mondiale è stato però Antonelli, quasi sempre più veloce di Russell. Una delle sconfitte peggiori per Russell è arrivata al Gran Premio d’Italia, a Monza, quando Antonelli è partito 17 posizioni dietro a Russell, l’ha superato e ha vinto la gara.

Un problema per Russell è stato proprio il nuovo regolamento, e quindi le nuove macchine, alle quali non è riuscito ad adattarsi con la stessa rapidità del compagno di squadra.

Per esempio il retro delle monoposto di quest’anno è molto più “ballerino”, soprattutto all’ingresso delle curve più strette, e questo ha favorito fin dalle prime gare lo stile aggressivo e scattoso di Antonelli rispetto a quello più fluido di Russell.

Quando arriva in una curva stretta, Antonelli aspetta fino all’ultimo e poi gira il volante in modo rapido e deciso: per un attimo la macchina va dritta, e questo rende stabile il retro e gli permette di andare un po’ più veloce. Russell, invece, nelle curve strette gira il volante in modo più dolce e graduale: così facendo, però, fatica a tenere la macchina ben appoggiata a terra e a darle stabilità.

Certo, quanto questo conti dipende sempre dai singoli circuiti, ma è un buon esempio dei diversi comportamenti dei due piloti Mercedes e delle recenti difficoltà di Russell, che quest’anno è stato costretto a fare una cosa difficilissima per un pilota: imparare a guidare in tutt’altro modo, o quasi. Lo ha fatto capire anche lui stesso:

«È come se qualcuno ti chiedesse di disegnare la Gioconda e tu avessi il quadro davanti agli occhi: pensi che riusciresti a rifarlo subito?»

Russell festeggia la vittoria del Gran Premio d’Austria, con dietro Andrea Kimi Antonelli, arrivato terzo, 28 giugno 2026 (AP Photo/Denes Erdos)

Ma oltre ai meriti di Antonelli e alle difficoltà di Russell, c’è da dire che quest’anno proprio Russell ha pagato in diverse occasioni circostanze sfavorevoli al di fuori del suo controllo. Si è dovuto ritirare due volte per un problema al motore, in Canada e in Malaysia, e nelle prime dieci gare del Mondiale un problema del software che gestiva l’energia elettrica lo ha penalizzato più di Antonelli sui rettilinei, cioè nei tratti più veloci della pista (c’è da dire che anche Antonelli ha avuto qualche problema di affidabilità della macchina).

Non appena la Mercedes ha risolto questo problema, al Gran Premio del Belgio, la macchina di Russell e quella di Lewis Hamilton si sono toccate, Russell si è fermato nella ghiaia ed è stato costretto a ritirarsi.

A lungo andare è sembrato sempre meno sicuro di sé, meno motivato.

Ormai sono settimane che dice di non poter vincere il Mondiale e dopo la gara di Austin, una delle più brutte della sua stagione, si è mostrato frustrato e sfiduciato e ha detto: «È stata davvero una brutta giornata. Non so bene perché». Russell è ancora secondo nella classifica piloti, ma non è detto che ci rimanga, anche perché nelle ultime gare sia la Red Bull che la Ferrari hanno mostrato segni di crescita e hanno migliorato le loro prestazioni e i loro risultati.

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