Alle elezioni in Serbia stavolta Aleksandar Vučić rischia davvero di perdere
Sarebbe la prima volta in dodici anni, e per di più contro un movimento di protesta studentesco: si vota oggi
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Per la prima volta dopo dodici anni in cui è al potere, alle elezioni parlamentari di domenica in Serbia Aleksandar Vučić rischia di perdere. Vučić è un politico nazionalista e populista che ha governato in modo autoritario, prima come primo ministro e poi come presidente. A fine settembre si è dimesso, ma è stata una decisione di facciata: gli serviva solo per candidarsi a primo ministro e restare al potere, visto che era arrivato al limite di mandati da presidente.
Il suo principale sfidante alle elezioni è il movimento degli studenti delle università, che da quasi due anni protestano contro il governo.
In Serbia ci sono pochissimi sondaggi affidabili, ma ci si aspetta che il Partito Progressista Serbo di Vučić (SNS) e la Lista studentesca siano molto vicini. I seggi chiuderanno alle 20, probabilmente per i primi risultati ci vorranno ore. Per sapere con sicurezza chi ha vinto potrebbe volerci anche molto più tempo.

Sostenitori del movimento degli studenti a Belgrado, il 21 ottobre 2026 (AP/Armin Durgut)
Le elezioni sono il momento culminante di un ampio movimento di protesta iniziato nel novembre del 2024 dopo che 16 persone rimasero uccise nel crollo della tettoia della stazione di Novi Sad, la seconda città più grande della Serbia. Gli studenti accusarono il governo di essere responsabile del crollo: la stazione era stata appena restaurata, ma per gli studenti i lavori erano stati fatti male, per via della corruzione negli appalti pubblici. Bloccarono decine di facoltà e iniziarono enormi manifestazioni antigovernative.
Nonostante moltissime persone appoggino il movimento, vincere le elezioni per gli studenti sarà comunque difficile, perché la Serbia non è un paese libero.

Spillette e adesivi della lista degli studenti a Belgrado il 16 ottobre. La lista studentesca è la numero 3 sulle schede elettorali (AP/Darko Vojinovic)
Vučić e il suo partito controllano gran parte dei giornali e delle televisioni. Finanziano la loro campagna elettorale con risorse pubbliche e fanno pressione sui dipendenti pubblici per votare SNS. Il movimento degli studenti è forte tra i moltissimi cittadini serbi che vivono all’estero, e quindi Vučić ha ostacolato le procedure di voto nei consolati e nelle ambasciate.
Il governo ha anche fatto approvare una regola alla Commissione elettorale che obbliga gli elettori in tutto il mondo a votare seguendo il fuso orario di Belgrado, rendendo più complicato farlo in posti come l’Australia o gli Stati Uniti.
Vučić e gli studenti hanno fatto campagne elettorali diversissime.
Vučić ha insistito molto sul suo ruolo di leader e sulla necessità di assicurare stabilità alla Serbia, e ha rivendicato i buoni risultati ottenuti in termini di crescita economica durante il suo governo. Ha anche alimentato una certa diffidenza nei confronti dei giovani.
Nello spot qui sotto per esempio è un cameriere che prende ordini da una famiglia: il padre chiede autostrade, la nonna pensioni più alte, la mamma più asili, e così via. Poi arriva il turno dei figli, svogliati e maleducati, che chiedono che Vučić se ne vada e che la Serbia entri nell’Unione Europea e nella Nato (entrambe questioni a cui moltissimi serbi si oppongono). Vučić risponde: «La Nato e l’Europa non ce le abbiamo; però abbiamo la pace e la stabilità».
Gli studenti hanno insistito molto soprattutto sulla lotta alla corruzione e hanno cercato di attrarre sostenitori con manifestazioni, lunghe marce e campagne porta a porta. Si differenziano da Vučić anche perché tutta la loro campagna si è svolta senza leader, seguendo decisioni prese di volta in volta dalle assemblee studentesche.
Anche per questo non è chiaro come governeranno se dovessero vincere. In Serbia, proprio come in Italia, chi vince le elezioni può indicare il candidato primo ministro dopo il voto. Gli studenti per ora non hanno fatto nomi, il loro programma ha 11 punti in tutto ed è piuttosto vago.

Sostenitori di Vučić a un evento della sua campagna elettorale, il 16 ottobre 2026 (AP Photo/Darko Vojinovic)
Oltre alla lista dell’SNS e a quella degli studenti ci sono diversi piccoli partiti, come quelli che rappresentano le minoranze e altri dell’opposizione, che potrebbero diventare decisivi per formare una maggioranza dopo il voto. Alcuni hanno deciso di non presentare candidati e hanno chiesto ai propri elettori di sostenere gli studenti, per aumentare le loro possibilità di vittoria.

Vučić insieme al presidente russo Vladimir Putin, nel 2019 (AP/Darko Vojinovic)
Negli anni in cui è stato al potere, Vučić ha detto di voler proseguire l’integrazione della Serbia nell’Unione Europea, ma non ha fatto progressi significativi (è candidata dal 2012). Allo stesso tempo ha mantenuto rapporti molto stretti con la Cina e con la Russia.
In caso di vittoria degli studenti non è chiaro quanto la politica estera della Serbia potrà cambiare.
Gli studenti non hanno mai espresso una posizione chiara sull’ingresso nell’Unione Europea, che è un argomento molto divisivo nel paese. In altri casi hanno sostenuto posizioni in tutto e per tutto identiche a quelle di Vučić. La Serbia ha venduto armi all’Ucraina, però è anche uno dei pochissimi paesi che non hanno approvato sanzioni contro la Russia dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina, nel 2022: gli studenti hanno detto di voler proseguire su questa linea.
Hanno anche detto che non riconosceranno il Kosovo, un’ex provincia della Serbia che si è dichiarata indipendente nel 2008 ma che la stragrande maggioranza dei serbi e praticamente tutti i partiti politici considerano tuttora parte della Serbia.



