Come sono andate le manifestazioni di sabato nelle città italiane
Sono state perlopiù pacifiche e senza saccheggi, ma in alcuni posti si sono concluse con scontri con la polizia
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Sabato si sono svolte manifestazioni un po’ in tutte le città italiane, organizzate per dare un seguito a quelle dello scorso weekend, che fra le altre cose avevano provocato diversi disordini e saccheggi a Milano. Ci sono stati scontri con la polizia, soprattutto a Bologna e a Roma, dove gli agenti hanno cercato di disperdere i manifestanti con cariche, lacrimogeni e getti d’acqua sparati in maniera ravvicinata e violenta sui manifestanti con gli idranti.
Il gruppo che si era incaricato di indire nuove manifestazioni, il Movimento 17 ottobre, alla fine non ha dato alcuna indicazione, ma le manifestazioni si sono comunque formate in maniera spontanea: oltre che a Roma e Bologna, anche a Firenze e Torino.
Sempre sabato è stato arrestato a Milano un uomo 30enne ritenuto l’amministratore della pagina Instagram e del gruppo Telegram del Movimento 17 ottobre. Le informazioni sull’uomo sono ancora poche: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo ha definito «la mente» del movimento e nel descriverlo ha detto che «ha collaborato con un noto quotidiano nazionale e con un importante istituto di ricerca». È indagato per istigazione a delinquere aggravata.
Il ministero dell’Interno ha detto che 9 persone sono state arrestate, 87 denunciate e 371 fermate e accompagnate in questura: tra queste c’erano 110 minorenni e 69 stranieri. Un terzo degli arresti e oltre la metà dei fermi sono stati fatti a Milano.
A Bologna è iniziata una manifestazione spontanea in piazza del Nettuno, in pieno centro storico. La manifestazione si è man mano ingrossata e a un certo punto è partito un corteo che ha attraversato via Ugo Bassi e via Marconi. In piazza dei Martiri sono iniziati scontri con la polizia, che stava tentando di bloccare il corteo per non farlo arrivare alla stazione.
La polizia ha sparato lacrimogeni e ha usato i getti degli idranti contro i manifestanti: nella zona di via Marconi, per cercare di disperderli e dividere il corteo, gruppi di agenti li hanno inseguiti allo stesso tempo in strade diverse di un incrocio (si può vedere in questo video).
Il corteo si è disperso, ma gli scontri sono proseguiti prima in via Marconi e poi in via Riva di Reno. Molte persone si sono rifugiate nei negozi. A un certo punto è stato assaltato e preso a sassate un autobus di linea. Diverse persone sono state ferite: i mezzi di soccorso hanno svolto 17 interventi.
Uno di questi è stato per un ragazzo che era stato fermato dalla polizia e che poi si è sentito male, ha perso i sensi e ha avuto difficoltà respiratorie. L’ambulanza è arrivata dopo un quarto d’ora abbondante. Gli scontri sono ancora in corso dalle parti di via Ugo Bassi.
A Roma un corteo perlopiù filopalestinese è partito da piazza della Repubblica ed è arrivato ai Fori Imperiali, venendo poi bloccato dalle forze dell’ordine. È riuscito a ripartire per via Cavour, salendo fino a piazza dei Cinquecento, di fronte alla stazione Termini. Da lì è tornato a piazza della Repubblica, e di fronte all’hotel St. Regis è iniziato un confronto con la polizia.
Quando il corteo ha raggiunto largo Santa Susanna è stato bloccato, ma i manifestanti volevano proseguire. Sono stati lanciati oggetti e qualche petardo, la polizia ha risposto con lacrimogeni, cariche e idranti. Durante gli scontri un manifestante è stato ferito alla testa, e la polizia ha sparato acqua con gli idranti da vicino, anche su singole persone, poi cadute a terra per il getto molto forte (si può vedere qui).
Per un po’ i manifestanti non sono arretrati e hanno urlato in coro «Corteo!». Poi hanno cambiato direzione e dopo un po’ la manifestazione si è sciolta: 96 persone sono state portate in questura e oltre 200 sono state identificate.

Roma (ANSA/Emanuele Valeri)
A Firenze centinaia di ragazzi e ragazze si sono radunate in piazza Santa Maria Novella e poi si è formato un corteo che si è diretto verso l’Arno passando per via Tornabuoni, una strada che era considerata a rischio perché è piena di negozi e vetrine (che per il timore di disordini erano state coperte da pannelli protettivi). Lì la polizia ha impedito il passaggio del corteo, che ha fatto pressione per passare e poi è stato caricato per tre volte.
Verso le 21 il corteo si è sciolto, si è diretto alla stazione ferroviaria dove un gruppo di circa duecento persone ha poi bloccato l’ingresso. A quel punto la polizia è intervenuta di nuovo e ci sono stati altri scontri. Un altro gruppo di persone ha bloccato i binari della tramvia.
A Torino c’è stata una manifestazione più strutturata contro il carovita: lo striscione esposto dice «Noi la guerra non la paghiamo, Torino è contro il riarmo, no datacenter e caro benzina». Anche lì ci sono stati scontri con la polizia, più contenuti rispetto a Bologna: in piazza Castello i poliziotti hanno respinto i manifestanti che volevano dirigersi verso via Po, quindi verso sud-est, e hanno caricato con scudi e manganelli. Ai manifestanti era stato ordinato di andare invece verso nord.

Un momento della carica della polizia a Torino (ANSA)
Il corteo è proseguito ma quando è arrivato su lungo Dora Savona è stato di nuovo bloccato, sono stati lanciati sassi contro la polizia, che ha risposto caricando. Poi i manifestanti si sono spostati a piazza Baldissera, e in corso Pincipe Oddone sono stati di nuovo fermati, e di nuovo sono stati lanciati oggetti. La polizia ha spruzzato il corteo con gli idranti e ha lanciato lacrimogeni. A quel punto, dopo circa un’ora di scontri, il corteo si è disperso.
Anche a Napoli si sono radunate alcune centinaia di persone in maniera spontanea, in piazza Garibaldi, ed è poi iniziato un corteo che si è svolto e concluso in maniera pacifica.
A Milano dopo una mattinata di controlli e pattugliamenti da parte delle forze dell’ordine si sono creati due cortei formati da alcune migliaia di persone, uno nei pressi del Castello Sforzesco, un altro più a est, in zona Piola. I due cortei si sono poi uniti in uno unico dalle parti di Porta Venezia, che è proseguito verso piazza Leonardo da Vinci, di nuovo verso est. Non ci sono stati scontri.



