«Qualcosa di mai visto al mondo»
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha descritto in modo molto enfatico i disordini avvenuti in centro a Milano
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Mercoledì alla prefettura di Milano si è tenuta una riunione importante sui disordini che ci sono stati nel fine settimana in città e sulla possibilità che il prossimo sabato ce ne siano di nuovi. Oltre a esponenti della politica locale, ha partecipato anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che uscendo dalla riunione ha descritto quello che è successo a Milano in modo particolarmente enfatico: «Dalle analisi che hanno fatto gli specialisti e anche gli appartenenti all’autorità giudiziaria è emerso qualcosa di mai visto al mondo».
In una situazione simile, di solito chi ha ruoli istituzionali tende a smorzare le preoccupazioni: l’esagerazione e il tono d’allarme di Piantedosi volevano probabilmente sottolineare la scarsa abitudine ad avere episodi del genere in Italia, che invece all’estero sono più frequenti, e giustificare le difficoltà nell’affrontarli.
Il governo e Piantedosi hanno ricevuto molte critiche per come sono stati gestiti i disordini a Milano, dove per due giorni consecutivi centinaia di ragazzi e ragazzini si sono riversati per le vie del centro a tratti in modo indisturbato, vandalizzando le strade e rompendo le vetrine di alcuni negozi per entrare a saccheggiarli senza che le forze dell’ordine riuscissero a evitarlo. Tutto questo in effetti è stato possibile anche perché questi disordini sono stati inediti per diverse ragioni.
Nei giorni precedenti ai disordini le forze di polizia e l’intelligence non hanno saputo intercettare le iniziative che hanno permesso a questi gruppi di riunirsi e preparare gli atti più eclatanti. I partecipanti si erano messi d’accordo perlopiù sui social network: erano circolati appelli e mobilitazioni su Telegram, TikTok e Instagram, diffusi da movimenti nati poche settimane prima, senza precisi riferimenti politici o legami con collettivi noti alle forze dell’ordine, all’apparenza senza nemmeno referenti e con posizioni spesso lontane tra loro.
Queste forme di aggregazione non vengono controllate dalle agenzie di intelligence con attenzione: non riuscendo a prevederle, non si era preparati ad affrontarle.
Piantedosi ha detto che ciò che è successo a Milano nel fine settimana è «un fenomeno nuovo e complesso che va affrontato in modo nuovo». Ha aggiunto che in vista delle nuove manifestazioni di sabato sarà fondamentale la prevenzione da parte delle forze dell’ordine, «prevenzione che è già in atto». Il ministro ha poi detto che non ha niente da dire sull’operato delle forze dell’ordine nella gestione dei disordini.
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