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  • Lunedì 19 ottobre 2026

Il governo francese ha detto di aver «perso il controllo» durante le proteste di sabato

Il ministro dell'Interno ha presentato le dimissioni al presidente Emmanuel Macron, che le ha rifiutate

Scontri tra polizia. emanifestanti a Parigi, il 17 ottobre
Scontri tra polizia e manifestanti a Parigi, il 17 ottobre (AP Photo/Emma Da Silva)
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Il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez si è assunto la responsabilità della gestione delle vaste proteste di sabato, in cui i manifestanti si sono scontrati con la polizia e sono stati assaltati negozi e uffici pubblici in varie città della Francia. «In alcune città abbiamo perso il controllo», ha riconosciuto durante un’intervista di stamattina al canale radio France Inter. Ha anche presentato le dimissioni al presidente Emmanuel Macron, che le ha rifiutate.

Nuñez ha sostenuto che le misure di sicurezza disposte dal governo non fossero proporzionate al numero di partecipanti, e che il governo avesse stimato 200mila persone contro le 500mila scese in strada. Anche il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha riconosciuto che la risposta dello stato è stata carente, dicendo che «abbiamo indubbiamente fallito». Pure lui ha dato la colpa a un’insufficiente preparazione delle autorità.

Il ministero dell’Interno ha detto che durante le manifestazioni sono state fermate 2.397 persone, e che 997 tra poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti, 7 dei quali in modo grave. Lunedì mattina il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato una riunione d’emergenza del governo, a cui partecipa anche Nuñez.

– Leggi anche: I luoghi delle proteste e delle devastazioni in Francia

Il governo di Macron era stato criticato da alcuni sindaci di estrazione politica diversa. Il governo ha negato di averli «abbandonati», come hanno sostenuto.

Per esempio il sindaco di Limoges, Guillaume Guérin dei Repubblicani (destra), ha sostenuto che se ci fossero state misure di contenimento adeguate non sarebbe stata incendiata la sede del municipio, dov’è stato distrutto il campanile ottocentesco che la sovrastava. Il sindaco di Marsiglia, Benoît Payan dei Socialisti, ha sostenuto che «quando nella sesta economia del mondo non siamo in grado di mantenere l’ordine pubblico, ne risentono i fondamenti della democrazia».

Domenica sera il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che, in risposta alle violenze, nei prossimi giorni i prefetti potrebbero vietare alcune manifestazioni per proteggere le città. Lo ha detto durante un discorso alla nazione che, con 16,7 milioni di spettatori, è stato il più visto in epoca recente. La prefettura di Marsiglia, dando seguito all’annuncio, ha vietato da mezzogiorno alle 20 di lunedì ogni manifestazione e riunione pubblica.