Neanche stavolta è stato trovato l’aereo di Amelia Earhart
Lo strano oggetto allungato che era stato visto in alcune immagini satellitari era una specie di illusione ottica
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Martedì scorso una spedizione di 17 persone aveva raggiunto Nikumaroro, un remotissimo atollo disabitato nell’oceano Pacifico, per scoprire se uno strano oggetto dalla forma allungata fosse il relitto dell’aereo di Amelia Earhart, scomparso nel 1937 insieme alla celebre aviatrice e al suo navigatore Fred Noonan. Lunedì hanno annunciato che si tratta probabilmente di un ammasso di alberi. Comunque, non l’aereo di Earhart.
– Leggi anche: È un albero o l’aereo di Amelia Earhart?
L’oggetto era stato individuato nelle acque poco profonde dell’atollo da alcune immagini satellitari. Secondo l’archeologo Richard Pettigrew, che ha guidato la spedizione, l’oggetto era visibile già nelle fotografie aeree del 1938. A convincere i ricercatori ad andare a vederlo di persona sono stati i riflessi apparentemente metallici individuati in alcune immagini successive, tra il 2020 e il 2024.
Per organizzare la spedizione erano serviti anni, durante i quali i ricercatori avevano raccolto altre fotografie, cercato finanziamenti e ottenuto le autorizzazioni del governo di Kiribati per effettuare ricerche in un’area protetta. Tra l’altro, visto che sull’isola sono presenti enormi granchi del cocco (capaci di esercitare con le chele una forza sufficiente a provocare ferite o danneggiare l’attrezzatura), una parte del budget è stata spesa per non rimanere troppo a lungo sull’atollo e dormire al largo.
Sullo stesso atollo erano state già trovate possibili tracce di Amelia Earhart: i segni di un accampamento, una scarpa da donna degli anni Trenta e altri oggetti, come il vetro di un barattolo di una crema cosmetica. Erano state scoperte addirittura delle ossa umane e nel 2018 uno studioso aveva osservato che le loro dimensioni erano compatibili con la corporatura di Earhart. L’atollo si trova a circa 640 chilometri dall’isola di Howland, quella su cui era previsto che Earhart e Noonan atterrassero prima di scomparire.
Quando sono arrivati sul posto, gran parte dell’oggetto era stata già dispersa dalle onde. Ne rimaneva solo un frammento a forma di Y, che sembra essere un accumulo di grandi tronchi e alberi trasportati dalle correnti marine. A dare i riflessi metallici, invece, sembra sia stata una patina di carbonati e sabbia corallina che ne ricopriva il legno.
I ricercatori hanno però sottolineato di aver rinvenuto un tubo d’acciaio lungo circa 76 centimetri, che sarà sottoposto a ulteriori analisi. Non ci sono prove che lo colleghino all’aereo scomparso, almeno per ora.



