Durante le proteste studentesche cominciate in Francia a fine settembre sono state fermate 7.950 persone

Studenti in protesta a Parigi, 13 ottobre 2026 (AP Photo/Thibault Camus)
Studenti in protesta a Parigi, 13 ottobre 2026 (AP Photo/Thibault Camus)

Durante le grandi proteste degli studenti delle scuole superiori cominciate in Francia a fine settembre sono state messe in stato di fermo 7.950 persone, l’85 per cento delle quali minorenne. Sono gli ultimi dati ufficiali comunicati dal governo francese, e risalgono al pomeriggio di martedì 13 ottobre. In Francia il fermo dura 24 ore e di norma può essere prolungato fino a 48: alla scadenza la procura deve decidere se rilasciare le persone fermate o portarle davanti a un giudice per formalizzare le accuse.

Il governo ha anche detto che sono stati avviati 2.735 procedimenti penali, di cui 2.190 a carico di minori. Ventisei persone sono state poste in custodia cautelare, nove delle quali minorenni.

Le proteste erano cominciate in un liceo di Parigi, e dopo giorni di presìdi e scontri anche violenti con la polizia si sono poi allargate in tutto il paese. Via via alle manifestazioni si sono uniti anche studenti universitari, insegnanti, sindacati e figure pubbliche.

Gli studenti dicono che le aule sono troppo piccole, sovraffollate e sporche, che mancano sia il personale scolastico sia le dotazioni di base come banchi e sedie, e criticano anche le modalità di accesso all’università. Chiedono un miglioramento della situazione e un investimento di 10 miliardi di euro. Giovedì 15 ottobre alle 17:30 è previsto un incontro tra i rappresentanti degli studenti e i ministri del governo del presidente Emmanuel Macron.

– Leggi anche: Perché gli studenti francesi protestano