Si è infine dimessa l’ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia, sospettata di corruzione

Kimberly Guilfoyle durante una conferenza stampa a Washington il 7 ottobre 2026 (AP Photo/Mark Schiefelbein, Pool)
Kimberly Guilfoyle durante una conferenza stampa a Washington il 7 ottobre 2026 (AP Photo/Mark Schiefelbein, Pool)

Si è infine dimessa l’ambasciatrice statunitense in Grecia Kimberly Guilfoyle, da settimane al centro di uno scandalo per presunta corruzione. L’ha comunicato lei stessa con un lungo messaggio sui social, in cui rigetta ogni accusa e ribadisce la propria fedeltà all’amministrazione di Donald Trump. La nuova portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia ha detto che è stata la stessa amministrazione a chiederle di dimettersi.

Guilfoyle è una figura piuttosto centrale tra gli esponenti MAGA, ed è legata al presidente Trump anche perché è stata fidanzata del figlio Don Jr., il suo primogenito. Era stata tra le prime ambasciatrici nominate da Trump nel suo secondo mandato, ed è considerata molto vicina agli interessi della famiglia.

A fine settembre il Wall Street Journal aveva pubblicato un’inchiesta in cui scrive che, da ambasciatrice in Grecia, Guilfoyle avrebbe fatto pressioni su vari governi europei per spingerli a fare affari con imprenditori energetici a lei vicini. E anche che avrebbe minacciato il governo greco di farlo cadere se non avesse ubbidito alle sue richieste, alludendo al fatto che gli Stati Uniti avrebbero fatto lo stesso con la Romania a maggio.

Il New York Times aveva in seguito rivelato che Guilfoyle avrebbe anche chiesto a un donatore Repubblicano di inviarle 100mila dollari per estinguere il debito della sua carta di credito. In cambio gli avrebbe assicurato «completa fedeltà nel mondo di Trump». Commentando le sue dimissioni Trump ha sostenuto implicitamente di non essere stato messo al corrente di questi comportamenti: «non mi è piaciuto quello che ho letto» (sui giornali).