Zelensky dice che la Russia ha continuato gli attacchi alla rete energetica ucraina, nonostante l’annuncio di Trump sul cessate il fuoco
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che ci sono stati almeno 6 attacchi russi a impianti energetici ucraini, da quando domenica il presidente statunitense Donald Trump aveva dato per fatto un «cessate il fuoco energetico», ossia un accordo per sospendere gli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell’avversario. L’annuncio di Trump aveva spiazzato il governo ucraino e non era stato confermato dalla Russia, pertanto c’erano già enormi dubbi che un accordo del genere reggesse, o esistesse realmente.
Zelensky ha detto che gli attacchi aerei delle ultime ore hanno ferito almeno 33 persone. Ci sono stati blackout nelle città di Izyum, Kharkiv, Donetsk e Zaporizhzhia dovuti agli attacchi alla rete energetica. Zelensky ha sostenuto inoltre che le forze ucraine hanno sospeso gli attacchi alle infrastrutture, come segno di buona volontà verso Trump. Lunedì il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov ha ribadito la linea del regime, contraria a un cessate il fuoco e favorevole invece a un accordo definitivo (sottinteso: alle condizioni massimaliste di Vladimir Putin).
– Leggi anche: Tre giorni di iperattività di Trump sull’Ucraina
In questi ultimi giorni Trump sembra essersi riavvicinato alle posizioni di Putin. Venerdì aveva concluso un accordo con lui per consentire alla Russia di esportare più gasolio sul mercato mondiale e statunitense e fare così abbassare i prezzi, anche se la quantità prevista è molto limitata rispetto al fabbisogno mondiale. Sabato aveva chiesto la sostituzione di Zelensky, accusando l’Ucraina di provocare un aumento dei prezzi del carburante con i suoi attacchi contro le raffinerie russe. Domenica, infine, aveva annunciato il cessate il fuoco.


