Christa Pike, la donna sopravvissuta a due iniezioni letali in Tennessee, è stata dimessa dall’ospedale e riportata in carcere
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(AP Photo/George Walker IV)
Gli avvocati di Christa Pike, la donna statunitense sopravvissuta in Tennessee a due iniezioni letali durante l’esecuzione della sua condanna a morte, hanno detto che Pike è stata dimessa dall’ospedale in cui era stata trasferita in gravi condizioni, ed è stata riportata al penitenziario Deborah K. Johnson Rehabilitation Center, dove era stata detenuta negli ultimi 30 anni.
Pike ha 50 anni. Fu condannata nel 1996 a 25 anni di carcere per associazione a delinquere e alla pena di morte per aver torturato e ucciso insieme al suo ragazzo una compagna di classe. All’epoca dei fatti entrambi avevano 18 anni.

Christa Pike nel gennaio del 2023 in una foto fornita dal Tennessee Department of Correction (TDOC via AP)
Durante l’esecuzione, il 30 settembre, Pike era sopravvissuta a due dosi di pentobarbital, un sedativo molto potente che rallenta l’attività del sistema nervoso centrale e che in dosi massicce provoca la morte: non ci sono altri casi noti di questo tipo. Era stata portata via in ambulanza dal penitenziario di Riverbend e ricoverata in condizioni molto gravi.
I suoi avvocati avevano spiegato che Pike era incosciente e attaccata a un respiratore, e che aveva subìto lesioni importanti a entrambe le braccia. Poi si era svegliata, inaspettatamente: si riteneva fosse in uno stato di morte cerebrale, e il suo risveglio era stato definito «senza precedenti dal punto di vista medico».
L’ipotesi principale, avanzata dagli avvocati, è che i funzionari del carcere incaricati di somministrare i farmaci utilizzati per le iniezioni letali, che non sono medici né infermieri, abbiano sbagliato a posizionare l’ago nel braccio e non siano quindi riusciti a iniettare il farmaco nelle vene di Pike, che sono molto sottili.
Mercoledì scorso, al termine di un’udienza per la richiesta di commutazione della pena di morte in ergastolo, i suoi avvocati l’avevano descritta come cosciente ma ancora in gravi condizioni.


