La famiglia Caltagirone, secondo azionista di MPS, voterà contro il piano per impedire che Intesa compri la banca
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La famiglia Caltagirone, che con il 10,3 per cento delle quote è la seconda azionista di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), ha deciso che durante la prossima assemblea dei soci, il 29 ottobre, voterà contro il piano proposto dall’amministratore delegato della banca, Luigi Lovaglio. Il piano, presentato ad agosto, prevede un’offerta di acquisto per altre due banche e ha l’obiettivo di ostacolare il tentativo di Intesa Sanpaolo, una delle più grandi e importanti banche italiane, di comprare MPS stessa.
Con la decisione dei Caltagirone le possibilità che il piano venga approvato si riducono sensibilmente, anche perché il primo azionista di MPS, la famiglia Del Vecchio, aveva già chiarito che voterà contro e domenica aveva annunciato che accetterà l’offerta di Intesa, cosa che al momento i Caltagirone non hanno comunicato.
I Caltagirone sono una potente famiglia di imprenditori edili romani e possiedono il quotidiano Il Messaggero. La loro decisione è coerente con gli attriti che il capostipite della famiglia, Francesco Gaetano Caltagirone, ha avuto con Lovaglio nei mesi scorsi.
Il piano di Lovaglio è molto ambizioso: prevede l’acquisto di Banco BPM e Banca Generali in modo da rendere MPS troppo grande per l’offerta di Intesa. Sul piano ci sono stati però da subito molti dubbi. Intesa invece ha recentemente chiarito alcune perplessità sulla sua offerta, dicendo in sostanza che la invaliderà qualora gli azionisti di MPS votino a favore del piano di Lovaglio; e ne ha aumentato anche, seppur di poco, il valore.


