Il rapper Baby Gang rimarrà in carcere perché secondo il gip di Lecco fa parte di una rete criminale internazionale

Baby Gang nel tribunale di Milano per un'udienza, il 15 Novembre 2023 (ANSA/MATTEO CORNER)
Baby Gang nel tribunale di Milano per un'udienza, il 15 Novembre 2023 (ANSA/MATTEO CORNER)

Lunedì il giudice per le indagini preliminari (gip) di Lecco ha confermato la custodia cautelare in carcere per il rapper Baby Gang e ha respinto la richiesta della difesa di mandarlo in una comunità terapeutica ai domiciliari con un braccialetto elettronico. Baby Gang è accusato di detenzione abusiva di armi e altri reati, tra cui maltrattamenti nei confronti della fidanzata. Secondo il giudice il rapper sarebbe inserito in una «rete criminale più vasta e di livello internazionale», che in passato lo avrebbe portato in Iraq e gli avrebbe permesso di sparare con un bazooka e altre armi da guerra.

Baby Gang, che ha 25 anni e il cui vero nome è Zaccaria Mouhib, fa musica trap ed è uno dei rapper italiani più ascoltati. Negli anni è stato arrestato e condannato per vari reati. L’inchiesta in cui è coinvolto ora ha portato al suo arresto lo scorso 17 marzo.

L’avvocato di Mouhib ha già presentato ricorso al tribunale del riesame, l’organo che revisiona le misure cautelari. La difesa sostiene che nel provvedimento del gip non venga individuato alcun componente della presunta rete criminale, e che Baby Gang fosse andato in Iraq per realizzare un video musicale. Secondo la difesa la richiesta di trasferimento in una comunità terapeutica è dovuta anche al fatto che al rapper è stato diagnosticato un disturbo psichiatrico.