L’ex capo della polizia Franco Gabrielli ha deciso di entrare in politica

In un'intervista al Corriere della Sera ha detto che parteciperà al nuovo progetto di Ernesto Maria Ruffini

Franco Gabrielli al Salone del Libro di Torino, 17 maggio 2026 (ANSA/TINO ROMANO)
Franco Gabrielli al Salone del Libro di Torino, 17 maggio 2026 (ANSA/TINO ROMANO)
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L’ex capo della polizia, della Digos di Roma, dell’intelligence e della Protezione Civile Franco Gabrielli entrerà in politica con il nuovo progetto di Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e ora alla guida dei comitati civici Più Uno. Questo nuovo soggetto politico, nato in vista delle elezioni del 2027, si colloca nell’area del centrosinistra e verrà ufficialmente presentato sabato 10 ottobre a Roma.

In un’intervista data al giornalista Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera Gabrielli ha detto:

Sì, ho deciso. Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico. Ma non è questo che mi interessa. Credo sia più importante impegnarsi in prima persona nella costruzione di una nuova idea di paese.

Non è chiaro quale sarà il ruolo di Gabrielli in questo nuovo progetto. Oltre ad aver avuto molti incarichi ai vertici della polizia e dei servizi segreti, Gabrielli dai 14 ai 24 anni ha fatto parte del movimento giovanile della Democrazia Cristiana, arrivando ad avere «responsabilità nazionali», ha raccontato nell’intervista. La DC è il partito di centro che governò l’Italia ininterrottamente dal Secondo dopoguerra all’inizio degli anni Novanta.

Gabrielli ha anche detto che il nuovo progetto di cui fa parte non cerca «un’equidistanza tra destra e sinistra», non intende essere «un centro autosufficiente, destinato all’irrilevanza»: «La nostra collocazione è nel centrosinistra», ha aggiunto, «con l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo. Non una somma di sigle unite contro qualcuno; un’alleanza costruita attorno a un’idea del paese».

Da tempo Gabrielli ha preso posizione contro il governo di Giorgia Meloni criticandolo soprattutto su questioni che hanno a che fare con la sicurezza. Nel suo ultimo libro, Contro la paura, scritto con il giornalista di Repubblica Carlo Bonini, aveva elaborato una sorta di manifesto su come potrebbero essere gestiti immigrazione e ordine pubblico. Ne aveva parlato in modo approfondito anche a Wilson, il podcast del Post condotto dal direttore Francesco Costa, in cui si era già mostrato aperto a un eventuale impegno politico.