Secondo il primo ministro britannico, l’Iran sarebbe coinvolto nel presunto piano per attaccare la base RAF Fairford

Un bombardiere pronto a decollare mentre una pattuglia della polizia presidia la base a Fairford, Inghilterra, 29 settembre 2026 (AP Photo/Alastair Grant)
Un bombardiere pronto a decollare mentre una pattuglia della polizia presidia la base a Fairford, Inghilterra, 29 settembre 2026 (AP Photo/Alastair Grant)

Mercoledì il primo ministro britannico Andy Burnham ha detto che ci sono forti indizi di un coinvolgimento dell’Iran nel presunto piano per attaccare la base militare inglese RAF Fairford, vicino alla quale nella notte tra sabato e domenica erano stati arrestati cinque uomini. Burnham lo ha detto a BBC, senza fornire maggiori dettagli a sostegno di questa ipotesi. L’ambasciata iraniana a Londra aveva già negato qualsiasi coinvolgimento. La base è utilizzata dall’aviazione statunitense, anche per far partire i bombardieri impiegati negli attacchi contro l’Iran.

I cinque uomini arrestati sono cittadini britannici tra i 23 e i 25 anni che vivono a Londra. Erano stati fermati nell’ambito di una grande operazione antiterrorismo, con il sospetto che fossero in possesso di esplosivi e stessero preparando un attentato. Nei tre furgoni vicino alla base la polizia aveva però trovato benzina, e nessun ordigno esplosivo. Lunedì gli uomini erano stati liberati su cauzione, ma restano indagati: non è ancora stato chiarito che cosa stessero facendo né quale fosse il loro eventuale piano.

Il presidente statunitense Donald Trump aveva criticato la decisione di liberarli. Burnham ha risposto che i cinque sono sottoposti a condizioni molto restrittive, e ha espresso piena fiducia nei servizi di sicurezza britannici. Ha aggiunto che l’indagine è complessa e viene condotta in collaborazione con le autorità statunitensi. Già lunedì il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva sostenuto che nella vicenda fosse coinvolto un soggetto straniero, alludendo all’Iran.

Nel frattempo i media britannici, per primo il Times, hanno scritto che uno dei cinque uomini aveva chiamato lui stesso la polizia. Le indagini dovranno chiarire, tra le altre cose, se la chiamata dell’uomo servisse ad attivare i servizi di emergenza o se fosse parte di un eventuale piano.

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