Uno degli uomini arrestati vicino alla base inglese RAF Fairford aveva chiamato la polizia poco prima, scrivono i media locali
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Uno dei cinque uomini arrestati nella notte tra sabato e domenica vicino alla base militare inglese RAF Fairford, e poi liberati, aveva chiamato lui stesso la polizia prima di essere fermato: lo scrivono i media inglesi, per primo il Times, ed è un elemento in più in un’indagine su cui si sa ancora poco. I cinque arresti erano avvenuti in una grande operazione antiterrorismo: le indagini dovranno chiarire, tra le altre cose, se la chiamata dell’uomo servisse ad attivare i servizi di emergenza o se fosse parte di un eventuale piano. L’operazione era stata avviata anche grazie a un’altra telefonata, quella di una donna che vive nell’area della base, che aveva detto di aver notato tre furgoni sospetti e un gruppo di uomini incappucciati, mentre stava tornando a casa dopo la mezzanotte.
Tutti gli uomini arrestati sono cittadini britannici tra i 23 e i 25 anni che vivono a Londra. Inizialmente erano stati accusati di possesso di esplosivi, e poi anche di reati legati al terrorismo. Le preoccupazioni per un eventuale attentato terroristico tuttavia erano rientrate, dopo che sui loro furgoni era stato trovato solo carburante, e non materiali esplosivi. Dopo essere stati liberati su cauzione, lunedì, restano comunque indagati e sono tenuti sotto osservazione.
Laurence Taylor, il capo della rete delle forze di polizia che si occupano di antiterrorismo nel Regno Unito (CTP), ha detto che l’indagine sta andando avanti su più fronti, anche per chiarire se siano coinvolte persone legate a paesi ostili. Una delle ipotesi circolate fin da subito era che fosse coinvolto in qualche modo l’Iran: l’ambasciata iraniana a Londra ha negato, e il primo ministro britannico Andy Burnham ha invitato a evitare supposizioni.
– Leggi anche: Si sa ancora poco dell’operazione antiterrorismo vicino alla RAF Fairford


