È stata ridotta a sette anni la pena di Maja T., militante antifascista in carcere in Ungheria con le stesse accuse di Ilaria Salis

Maja T. in tribunale, il 30 settembre 2026 (AP Photo/Pavel Bogolepov)
Maja T. in tribunale, il 30 settembre 2026 (AP Photo/Pavel Bogolepov)

Mercoledì una Corte d’appello ungherese ha ridotto a sette anni di carcere la pena di Maja T., militante antifascista che a febbraio aveva ricevuto una pena a otto anni. Maja T. è una persona non binaria con cittadinanza tedesca, e come Ilaria Salis era accusata di aver aggredito un gruppo di neonazisti durante una manifestazione di estrema destra a Budapest nel 2023. La condanna di febbraio era di primo grado, e Maja T. aveva fatto appello. La pena è stata ridotta ritenendo che, per uno dei due capi d’accusa, il suo ruolo fosse di complicità, più che di partecipazione diretta al reato. Il tribunale ha ritenuto anche che non facesse parte di un gruppo organizzato.

Maja T. è l’unica delle 18 persone imputate in questo processo a essere in carcere in Ungheria, visto che nel giugno del 2024 la Germania aveva autorizzato la sua estradizione dopo un anno di custodia cautelare. Al tempo la decisione della Germania fu molto criticata, perché eseguita nonostante la Corte costituzionale tedesca avesse vietato il trasferimento mentre esaminava il caso. Nel febbraio del 2025 la Corte aveva decretato che l’estradizione era stata illegittima, e che quindi Maja T. non avrebbe dovuto trovarsi in carcere in Ungheria. Da allora però tutti i tentativi per farla tornare in Germania sono falliti.