Quanti sono ogni anno gli incidenti sul lavoro in Italia
E quante persone muoiono: succede soprattutto nelle costruzioni, come per l'operaio morto al Colosseo
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In Italia nel 2025 sono morte 1.189 persone a causa di un incidente sul lavoro. Sono dati dell’INAIL, l’ente pubblico che in Italia gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro. Le persone morte sul luogo di lavoro sono 890, circa tre quarti; 299, cioè tutte le altre, sono morte invece nel tragitto tra casa e lavoro, una circostanza che rientra comunque in queste statistiche perché viene in molti casi indennizzata dall’INAIL alla pari di un infortunio sul luogo di lavoro.
Il settore in cui sono morti più lavoratori è quello delle costruzioni: è anche il caso dell’operaio di 22 anni morto nella notte tra martedì e mercoledì mentre installava un nuovo impianto di illuminazione al Colosseo, a Roma. Il settore delle costruzioni da solo ha avuto 175 casi di morti, seguito dalla manifattura, con 129 casi, e dal trasporto e magazzinaggio, con 126 casi. In questi tre settori si concentra quasi la metà delle morti complessive sul luogo di lavoro. Nel 2025, in linea con gli altri anni, sono stati soprattutto uomini a morire sul lavoro o nel tragitto tra casa e lavoro; i casi di morte sul lavoro che riguardano le donne sono 1 su 16.
Nel 2025 le morti sul lavoro sono state il 3 per cento in meno rispetto al 2024, e confermano una tendenza in calo dal 2021, un dato che però risente anche di un elemento: in Europa solo l’Italia, insieme a Spagna e Slovenia, ha riconosciuto i contagi da coronavirus come infortuni sul lavoro, e questo aveva fatto salire i dati nazionali negli anni della pandemia.
In rapporto al numero di occupati, la regione in cui sono stati registrati più morti sul luogo di lavoro è la Basilicata, seguita da Liguria, Sicilia e Puglia, che hanno valori simili tra loro.
Per un confronto europeo bisogna prendere i dati di Eurostat del 2023, gli ultimi disponibili, in cui le morti sul lavoro sono espresse in rapporto agli occupati per un confronto che tenga conto della dimensione del mercato del lavoro. L’Italia ha avuto 2,01 morti sul lavoro per 100mila occupati, superiore alla media europea di 1,63. È un dato superiore a quello della Spagna (1,71) e a quello della Germania (0,71), ma molto inferiore al tasso della Francia (3,6), che è il paese con il valore più alto tra quelli dell’Unione Europea.
Questi dati si riferiscono però alle sole morti sul luogo di lavoro, mentre sono escluse quelle nel tragitto perché non sono registrate da tutti i paesi europei.
Le morti sul lavoro sono solo una piccolissima parte di tutti gli infortuni denunciati nel corso dell’anno. Secondo i dati dell’INAIL, in Italia nel 2025 ci sono stati 519mila infortuni sul lavoro, l’80 per cento dei quali avviene sul luogo di lavoro e il 20 sul tragitto tra casa e lavoro. Quasi un quarto degli infortuni sul luogo di lavoro avviene nel settore manifatturiero, seguito dal settore delle costruzioni e della sanità (13 per cento in entrambi i casi) e dal settore dei trasporti e magazzinaggio (12 per cento).
Le regioni in cui sono state registrate più denunce per infortuni sul luogo di lavoro, sempre in rapporto al numero di occupati, sono Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Veneto.
Nel caso degli infortuni l’Italia registra valori inferiori alla media europea: 1.282 casi per 100mila occupati, a fronte di una media europea di 1.500.



