Che lavori stanno facendo al Colosseo
L'operaio ventiduenne morto mercoledì doveva installare un nuovo impianto per illuminare in modo più efficace il monumento
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Andrea Moretti, operaio di 22 anni, stava lavorando alle ultime fasi del progetto di un nuovo impianto di illuminazione a led del Colosseo, a Roma, quando è morto cadendo da un’altezza di circa dieci metri. Il progetto fa parte di una serie di interventi di restauro del Colosseo finanziati anni fa dall’azienda di moda Tod’s, in collaborazione con il ministero della Cultura, e avrebbe dovuto essere completato entro i primi giorni di ottobre.
Più nel dettaglio, il progetto prevede di sostituire l’attuale illuminazione del monumento, di tonalità arancione, con 120 proiettori a led che emettono una luce più bianca e potente, modulabile in diverse tonalità più fredde o più calde. I faretti sono stati posizionati sulla base in travertino e sotto ai fornici inferiori, cioè i grandi archi che si aprono sulle facciate esterne del Colosseo. L’idea è far risaltare di più alcuni elementi strutturali, illuminando il monumento dal basso verso l’alto.
Non ci sono immagini di come sarà, perché finora i lavori del progetto sono stati tenuti abbastanza segreti per non rovinare l’effetto sorpresa, in vista dell’inaugurazione che si sarebbe dovuta tenere il 9 ottobre (ma la data non è ancora stata confermata ufficialmente). Non si sa se adesso sarà posticipata.
Il progetto è stato affidato all’architetta Francesca Storaro, specializzata in lighting design, cioè progettazione illuminotecnica, la professione di chi tra le altre cose studia le modalità migliori per fare interagire la luce con le superfici di un edificio, un ambiente interno o un monumento. Storaro ha curato già molti progetti su monumenti e aree archeologiche di Roma, tra cui i Fori Imperiali e l’Arco di Giano, e in altre città italiane e straniere. È la figlia di Vittorio Storaro, direttore della fotografia che ha vinto tre premi Oscar alla fotografia, per i film Apocalypse Now (1980), Reds (1982) e L’ultimo imperatore (1988).
Dal Parco archeologico del Colosseo fanno sapere che il costo del progetto è di circa 5 milioni e 390mila euro. Rientra nel corposo piano di interventi di restauro avviato nel 2011 dal commissario delegato per le aree archeologiche di Roma e Ostia Antica e finanziato da Tod’s con 25 milioni di euro, nel complesso. In questi anni tra le varie cose sono state pulite e restaurate le facciate esterne e sono stati restaurati gli ipogei (i sotterranei del monumento). Oltre al nuovo impianto di illuminazione, il piano prevede anche la realizzazione di un nuovo centro servizi per i visitatori.
Secondo quanto ricostruito finora, quando Moretti è caduto si trovava sopra la volta del terzo livello del Colosseo per posizionare dei cavi della corrente, poco prima di mezzanotte. Lavorava per un’azienda della provincia di Teramo specializzata nella stabilizzazione delle pareti rocciose e nel restauro di edifici storici (gli operai specializzati di questo genere, esperti nel lavorare in quota e con le imbracature, vengono chiamati “rocciatori”).
Moretti era imbracato e una volta finito l’intervento si sarebbe dovuto calare da solo a terra. Sembra che fosse legato alla fune, ma per ragioni ancora da accertare pare che l’altro capo della fune si sia sfilato dal dispositivo di bloccaggio usato per calarsi da chi arrampica. Sia l’imbracatura che tutti i dispositivi di sicurezza usati da Moretti sono stati sequestrati. Sono inoltre stati acquisiti dagli investigatori i video delle telecamere di sorveglianza del monumento.
Al momento dell’incidente nel cantiere erano presenti altri due operai, uno dei quali era il cognato di Moretti. Hanno detto di non aver visto Moretti cadere perché si trovavano su una parete diversa del monumento, ma hanno raccontato di aver sentito un tonfo e di aver chiamato i soccorsi dopo aver trovato il 22enne a terra. La procura di Roma ha aperto un’indagine per omicidio colposo. Sia mercoledì che giovedì il Colosseo è rimasto chiuso.



