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  • Mercoledì 23 settembre 2026

Foto e video della sfilata di Vogue in Galleria a Milano

Che ha aperto con grande sfarzo la Settimana della moda, fermando un pezzo di città

La Galleria Vittorio Emanuele II durante l'evento Vogue World (Foto Arnold Jerocki/Getty Images per Vogue)
La Galleria Vittorio Emanuele II durante l'evento Vogue World (Foto Arnold Jerocki/Getty Images per Vogue)
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Nelle ultime ore sui social network sono circolati molti video di un evento organizzato martedì in Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano. Oltre a una sfilata con abiti che sembravano usciti un po’ dal Rinascimento e un po’ dagli anni Ottanta, c’erano tantissime celebrità del mondo della moda e dello spettacolo, ballerini, cantanti d’opera, popstar che sfilavano assieme ad atleti olimpici e persino robot che salutavano il pubblico. Il tutto ripreso da telecamere, droni e tantissimi smartphone.

La sfilata, che si è tenuta nel primo giorno della Settimana della moda di Milano, era Vogue World, il secondo grande evento annuale organizzato dalla più celebre delle riviste di moda, Vogue, e da Anna Wintour – per decenni direttrice della rivista, oggi responsabile globale dei contenuti di Condé Nast – dopo il ben più ambizioso Met Gala, l’evento di beneficenza del Metropolitan Museum of Art di New York.

Vogue organizza Vogue World da cinque anni, e quella di Milano è stata la quinta edizione dopo New York, Londra, Parigi e Los Angeles. È un modo per la rivista – che come molte altre testate simili negli ultimi anni ha perso progressivamente la sua rilevanza – di far parlare di sé e mostrare di avere ancora una grande influenza nel mondo della moda. Ogni cosa durante Vogue World è stata orchestrata per diventare un perfetto contenuto per i social: i video e gli eventi con il pubblico sono infatti uno dei tanti modi che le riviste di moda stanno adottando per continuare a essere presenti nel dibattito pubblico e attrarre sponsor.

L’evento era diviso in cinque atti, ognuno dei quali raccontava un pezzo della storia della moda e dell’artigianato italiani, dal Rinascimento alla Rivoluzione industriale fino ai robot. Ogni atto prevedeva anche esibizioni: ha ballato Roberto Bolle, Alicia Keys ha cantato “I Feel Love” di Donna Summer accompagnata dal coro di voci bianche della Scala e c’è stata una sfilata di robot.

Gli spettatori erano cinquecento, tra cui Miuccia Prada, Raf Simons, Pierpaolo Piccioli e Alessandro Michele (tutti direttori creativi di grandi aziende di moda), il sindaco di Milano Beppe Sala, l’attrice Dakota Johnson e la popstar Jennifer Lopez, solo per citarne alcuni.

Alcuni ospiti seduti in prima fila durante l’evento Vogue World. Tra gli altri: Beppe Sala, Anna Wintour, Dakota Johnson e Mikey Madison (Foto Arnold Jerocki/Getty Images per Vogue)

Per contenere tutto questo l’evento durava circa 45 minuti, mentre una sfilata normale si aggira attorno ai dieci minuti. La produzione esecutiva dell’evento (comprendeva 360 persone) era di Marco Balich, lo stesso che ha curato le cerimonie di apertura di moltissime edizioni delle Olimpiadi. Il tema era “Where The Future Is Made By Hand”, ovvero “dove il futuro è fatto a mano”.

Il ballerino Roberto Bolle durante l’evento Vogue World (Foto Stefania M. D’Alessandro/Getty Images per Vogue)

Per realizzare un evento con così tante celebrità anche la città ha dovuto essere adattata di conseguenza, tra chiusure stradali, deviazioni, mezzi sospesi e qualche disagio per chi ha la propria attività in Galleria. Eventi del genere non vengono fatti in posti lontani da sguardi indiscreti ed esclusivi, come spesso avviene per le normali sfilate della Settimana della moda, ma nei luoghi più centrali e frequentati delle città dove si tengono: a Parigi in Place Vendôme, a New York nel Meatpacking District, e a Milano a due passi da piazza del Duomo.

Per il comune di Milano in ogni caso i problemi sono stati compensati da una visibilità altissima per la città, che è stata esaltata sia durante l’evento che nei mesi che lo precedevano: sui siti di Vogue di tutti i paesi si trovano diverse guide su Milano, su cosa fare, dove andare a mangiare e sulla sua storia. Vogue ha anche detto che devolverà 2 milioni di euro ricavati dall’evento nella riqualificazione della biblioteca di Quarto Oggiaro, un quartiere popolare della periferia nord ovest della città.