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  • Mercoledì 23 settembre 2026

Per qualcuno John Coltrane è veramente un dio

A San Francisco c'è la St. John Coltrane African Orthodox Church, fondata da una coppia dopo aver assistito a un suo concerto

(St. John Coltrane African Orthodox Church)
(St. John Coltrane African Orthodox Church)
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Era il settembre del 1965 quando Franzo e Marina King rimasero folgorati da un concerto del grande sassofonista statunitense John Coltrane, uno dei jazzisti più importanti di tutti i tempi, nato il 23 settembre di un secolo fa. Per Coltrane non era un anno qualsiasi: il suo disco più influente e apprezzato, A Love Supreme, era uscito da poco e aveva ricevuto apprezzamenti straordinari dalla critica, che cominciò ad accostarlo ai lavori più importanti della storia del genere.

Franzo e Marina King, marito e moglie, hanno raccontato che, quando Coltrane salì sul palco, sentirono «lo Spirito Santo» muoversi in loro: «Non ci parlammo durante l’esibizione perché eravamo rapiti da quello che in seguito definimmo il nostro battesimo sonoro».

Quattro anni dopo quell’esperienza Franzo e Marina King decisero di santificare Coltrane, nel vero senso della parola. Crearono un movimento cristiano ortodosso a lui dedicato, la St. John Coltrane African Orthodox Church, e ne stabilirono la sede a San Francisco, la città in cui vivevano.

I King definirono anche una specie di canone della loro religione, fondato sul presupposto che Coltrane fosse la reincarnazione di Dio e A Love Supreme una specie di testo sacro in formato sonoro.

In fin dei conti una descrizione calzante, dato che si trattava di un disco interamente incentrato sul concetto di fede. Coltrane sosteneva che fosse il prodotto di un «risveglio spirituale», e che gli fosse stato in qualche modo suggerito “dall’alto”. Ma i King attribuirono dei ruoli anche ad alcuni musicisti che Coltrane conobbe in vita, tra cui la moglie Alice McLeod, la figura femminile più importante, e il sassofonista Charlie Parker, considerato una specie di profeta.

A questo impianto dogmatico i King affiancarono una spiccata propensione missionaria, filantropica e di promozione di alcuni valori, tra cui il vegetarianismo e la protezione dei diritti delle persone nere. Integrarono il jazz nelle loro funzioni religiose, che prevedono quasi sempre lunghe sessioni di improvvisazione, e diedero una certa centralità a pratiche come il digiuno, la meditazione e lo yoga. Si attribuirono anche delle funzioni clericali: Franzo King quella di “arcivescovo”, e la moglie quella di “Suprema Madre Reverenda”.

Fin dalla sua fondazione la St. John Coltrane African Orthodox Church, che esiste ancora oggi, ebbe una forte connessione con i movimenti per l’equità razziale. Tra i suoi sostenitori c’erano per esempio Huey P. Newton, uno dei fondatori del movimento antirazzista delle Pantere Nere. E riuscì a stabilire rapporti con musicisti di fama internazionale, come il chitarrista Carlos Santana.

Nel 1974 l’identità della Chiesa dei King cambiò parzialmente. Decisero infatti di unirsi al Vedantic Center, la comunità spirituale fondata da Alice McLeod, incentrata sui principi dell’induismo. Le due organizzazioni si separarono dopo qualche anno, e da quel momento in poi McLeod cominciò a palesare una certa antipatia per i King: nel 1981 fece loro causa per 7,5 milioni di dollari per l’uso non autorizzato del nome e dell’immagine di suo marito, ma dopo qualche mese decise di ritirarla.

Negli anni la St. John Coltrane African Orthodox Church ha cambiato molte sedi. Oggi le funzioni si svolgono al “Magic Theater” di Fort Mason, a San Francisco. Tutti i parenti dei King hanno un qualche tipo di incarico nella Chiesa. La figlia Wanika Stephens conduce Uplift, un programma di divulgazione del jazz che va in onda su KPOO, una radio di San Francisco.

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