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  • Mercoledì 23 settembre 2026

È cominciato l’autunno

Alle 2:05 di mercoledì c'è stato l'equinozio: l'istante che segna il passaggio dall'estate all'autunno

Giappone, 20 novembre 2025 (Buddhika Weerasinghe/Getty Images)
Giappone, 20 novembre 2025 (Buddhika Weerasinghe/Getty Images)
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Alle 2:05 di mercoledì 23 settembre è finita l’estate ed è iniziato l’autunno: in quel momento preciso c’è stato l’equinozio d’autunno, ovvero l’istante in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore della Terra, cioè esattamente sopra la testa di un ipotetico osservatore che si trovi in un punto specifico sulla linea dell’equatore. Spesso si parla dell’equinozio come di un giorno intero ma tecnicamente è scorretto, perché indica solo l’istante preciso in cui si verifica un fenomeno astronomico. E l’ora in cui si colloca quell’istante cambia ogni anno.

I giorni dell’equinozio (d’autunno e di primavera) hanno una caratteristica particolare: sono i due soli giorni all’anno in cui il dì (che in astronomia indica il periodo fra il sorgere e il calare del Sole) ha la stessa durata della notte. I giorni del solstizio (d’estate e d’inverno) sono invece quelli in cui le ore di luce del giorno sono al loro massimo (estate) o al loro minimo (inverno).

Nella realtà però alcune interazioni della luce con l’atmosfera terrestre modificano la nostra percezione della cosa: in Italia le ore di chiarore rimarranno un po’ di più di quelle di buio, e raggiungeranno la parità solo tra qualche giorno. Questo si deve a un fenomeno chiamato “rifrazione atmosferica”: semplificando molto, l’atmosfera terrestre fa curvare la luce, e ci fa vedere il Sole qualche minuto prima che sorga effettivamente.

Visto che di anno in anno gli equinozi e i solstizi possono essere in giorni diversi, le stagioni non cambiano sempre lo stesso giorno. In Italia la primavera cade tra il 20 e il 21 marzo, l’estate tra il 20 e il 21 giugno, l’autunno tra il 22 e il 23 settembre, l’inverno tra il 21 e il 22 dicembre. Le variazioni del momento in cui avvengono equinozi e solstizi sono causate dalla diversa durata dell’anno solare e di quello del calendario (è il motivo per cui esistono gli anni bisestili, che permettono di rimettere “in pari” i conti).

Come funzionano gli equinozi
L’inizio delle stagioni è scandito da eventi astronomici precisi: l’estate e l’inverno cominciano con i solstizi; la primavera e l’autunno invece cominciano il giorno degli equinozi. Nei due emisferi le stagioni sono opposte: quello che in Italia è l’equinozio d’autunno, nella parte sud del mondo segna l’inizio della primavera.

Gli equinozi e i solstizi (e le durate del dì e della notte) sono determinati dalla posizione della Terra nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole, cioè il movimento che il nostro pianeta compie girando intorno alla sua stella di riferimento. L’equinozio è il momento in cui il Sole si trova all’intersezione del piano dell’equatore celeste (la proiezione dell’equatore sulla sfera celeste) e quello dell’eclittica (il percorso apparente del Sole nel cielo). Al solstizio invece il Sole a mezzogiorno è alla massima o minima altezza rispetto all’orizzonte.

I periodi attorno agli equinozi sono anche gli unici in cui il Sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest. D’estate nel nostro emisfero sorge a nordest e tramonta a nordovest, d’inverno a sudest e a sudovest.

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Oltre alle stagioni astronomiche, poi, ci sono anche quelle meteorologiche: iniziano in anticipo di una ventina di giorni rispetto a solstizi ed equinozi, e durano sempre tre mesi. Indicano con maggiore precisione i periodi in cui si verificano le variazioni climatiche annuali, specialmente alle medie latitudini con climi temperati.

Il momento dell’equinozio non c’entra con quello del cambio dell’ora, che quest’anno andrà spostata indietro nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre.

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