La Nazionale italiana di basket in carrozzina ha vinto la sua prima medaglia di sempre ai Mondiali, d’argento

I cestisti Filippo Carossino e Giulio Maria Papi con in mano il trofeo per il secondo posto e dietro il resto della squadra durante la cerimonia di premiazione, Ottawa, Canada, 19 settembre 2026 (Keito Newman/The Canadian Press via AP)
I cestisti Filippo Carossino e Giulio Maria Papi con in mano il trofeo per il secondo posto e dietro il resto della squadra durante la cerimonia di premiazione, Ottawa, Canada, 19 settembre 2026 (Keito Newman/The Canadian Press via AP)

Nella sera italiana di sabato la Nazionale italiana di basket in carrozzina ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali di Ottawa, in Canada. Per la Nazionale è la prima medaglia di sempre nel torneo: il risultato migliore finora era stato un quarto posto nel 2010. La squadra, allenata da Fabio Castellucci, è stata battuta in finale dall’Australia per 81 a 57, alla fine di un torneo in cui ha superato le aspettative con ottime prestazioni, tra cui una vittoria contro i campioni uscenti degli Stati Uniti nella fase a gironi e una in rimonta contro la Gran Bretagna in semifinale.

L’Australia è una squadra con una lunga tradizione di vittorie, tra cui due ori paralimpici nel 1996 e nel 2008 e due ori ai Mondiali nel 2010 e nel 2014, ed è stata in vantaggio per tutta la partita. Per l’Italia hanno giocato molto bene il capitano Filippo Carossino, che ha segnato 16 punti, e Giulio Maria Papi, che ne ha fatti 13.

Il basket in carrozzina è tra gli sport di squadra giocati alle Paralimpiadi sin dalla prima edizione nel 1960. Si gioca con le stesse regole della pallacanestro tradizionale, con alcune differenze: non esiste il fallo di doppio palleggio, ma dopo due spinte sulle ruote il giocatore deve necessariamente palleggiare la palla. I giocatori e le giocatrici vengono classificati in base ai livelli di disabilità, da 1 a 4,5 (i punteggi più bassi indicano una disabilità più severa), e la somma dei coefficienti dei giocatori in campo non può superare i 14 punti per squadra, in modo da garantire equilibrio tra atleti con disabilità diverse.